Il decreto-legge 38/2026, convertito con l. n. 88/2026, ha esteso la rottamazione-quinquies alle entrate di Regioni ed enti locali la cui riscossione sia stata affidata – nell’intero periodo compreso tra 1/1/2000 al 31/12/2023 – all’ Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Verifichiamo quindi termini, condizioni e convenienza di questa “appendice” della rottamazione-quinquies, ricordando che – per la rottamazione-quinquies riferita invece alle entrate erariali – si sta avvicinando il termine di pagamento della prima o unica rata che, come abbiamo ricordato nella Sediva News del 17 luglio u.s., è stato prorogato dal 31 luglio al 5 agosto p.v.

Senonché, attenzione, l’adesione dell’ente locale alla rottamazione-quinquies non è automatica e quindi, ad esempio, i Comuni che non avranno aderito potranno essere tanti o pochi e comunque lo scopriremo forse proprio a ridosso della scadenza del 31 luglio, termine inizialmente fissato al 30/6/2026 e poi così prorogato dal decreto Carburanti-ter.

Gli enti locali, comunque, dovranno emanare un apposito provvedimento di adesione, che verrà pubblicato sul sito istituzionale [dell’ente] e successivamente trasmesse all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Cosa rientra nella rottamazione-quinquies?  È proprio questo forse l’aspetto su cui porre maggiore attenzione: per definire, infatti, il perimetro dell’agevolazione non si deve avere riguardo alla natura delle somme dovute ma alla scelta dell’ente di averle affidate – nella ricordata amplissima finestra temporale compresa tra il 1/1/2000 al 31/12/2023 – all’ Agenzia delle Entrate-Riscossione, piuttosto che averle riscosse direttamente mediante il sistema dell’ingiunzione di pagamento, o averle affidate a concessionari privati*.


*ATTENZIONE: Ricordiamo che per i tributi locali riscossi direttamente o tramite concessionari privati la legge di bilancio 2026 consente agli enti di introdurre una definizione agevolata autonoma, con proprie delibere e regolamenti.


Possono quindi rientrare nella rottamazione quinquies sia debiti tributari come debiti non tributari, quali l’IMU, la TARI, le entrate patrimoniali e le sanzioni amministrative, comprese addirittura le multe stradali spiccate dalle polizie locali.

Quanto conviene? La convenienza indubbiamente c’è, perché – esattamente come per la rottamazione “erariale” – quella “locale” consente anch’essa di estinguere i carichi affidati alla riscossione pagando soltanto le somme dovute a titolo di capitale e di rimborso spese per le procedure esecutive e di notifica, “dimenticando” sanzioni, interessi ed altri accessori previsti dalla disciplina.

Cosa devono fare i contribuenti interessati? Innanzitutto, è chiaro, verificare – fatalmente dopo il 31 luglio p.v. – se il proprio comune ha aderito o meno; in caso positivo i carichi definibili saranno resi disponibili nell’area riservata dal 15/10/2026; e allora, in tal caso:

  • dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, il contribuente dovrà presentare la domanda di adesione, come del resto è intuitivo;
  • entro il 28/2/2027, l’AdER comunicherà l’ammontare delle somme dovute, l’importo delle singole rate e le relative scadenze;
  • entro il 31/3/2027 dovrà essere effettuato il pagamento in un’unica soluzione oppure – anche qui – in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo; e, in caso di rateizzazione, le prime 5 rate scadranno il 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2027; mentre dalla 6a alla 54esima rata le scadenze cadranno il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno a partire dal 2028.

Infine, sugli importi rateizzati sono dovuti interessi al tasso annuo del 3%, con decorrenza 1/4/2027.

Conclusioni. Sono anni, l’abbiamo visto tutti, che i tagli dei trasferimenti erariali agli enti locali hanno inasprito l’attività di verifica e di riscossione degli enti locali per le entrate di loro spettanza e dunque la rottamazione una volta di più si può rivelare una buona occasione per chiudere anche vecchie pendenze e allora, non fosse altro che per questo, crediamo valga sicuramente la pena porre a questa vicenda, quantomeno, la massima attenzione.

(stefano civitareale)

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