Ho due figli: uno è farmacista e lavora stabilmente come dipendente nella farmacia gestita in forma di snc, mentre l’altro svolge un’altra attività e non è interessato alla gestione e anzi sembra proprio il prototipo del figlio disinteressato all’attività di famiglia di cui avete parlato più volte recentemente a firma della Dr.ssa Pallonari.
Vorrei però attribuire a entrambi una partecipazione nella società senza tuttavia che il figlio farmacista che continua a lavorare in farmacia perda lo status di dipendente e la relativa posizione previdenziale e che inoltre l’altro figlio possa continuare l’attività senza essere incompatibile con l’ingresso in società. È possibile strutturare l’operazione in questo modo? Tenete presente che l’altro socio della snc, mio cognato, è favorevole.

 Sulla carta l’operazione non presenta particolarissime difficoltà, ma richiede qualche precisazione su un profilo sicuramente delicato: la posizione del figlio che oggi presta attività lavorativa in farmacia come dipendente e che Lei intenderebbe però far entrare nella compagine sociale.

Infatti, nella società in nome collettivo, come la vostra, la qualità di socio è normalmente incompatibile con quella di lavoratore subordinato, poiché il socio partecipa all’organizzazione imprenditoriale assumendo anche – pur quando non compia atti di amministrazione – la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali    [sia pure con l’ormai famoso beneficium excussionis], cosicché il figlio [farmacista] che oggi lavora come dipendente non potrebbe più conservare tale status una volta che entri nella compagine sociale della snc.

La conseguenza sarebbe la cessazione del rapporto di lavoro subordinato e, con essa, l’interruzione dell’accredito della contribuzione previdenziale propria del lavoro dipendente per tutto il periodo di permanenza nella società quale socio della snc, con effetti peraltro – ecco il punto – che ci pare meritino di essere attentamente valutati ai fini del migliore inquadramento da parte vostra dell’intera vicenda.

L’obiettivo che Lei intende perseguire potrebbe tuttavia essere raggiunto anche mediante un’operazione societaria vera e propria [c.d. straordinaria] che preveda l’ingresso di ambedue i Suoi figli appunto nella compagine sociale e – contestualmente – la trasformazione della società da snc in sas, con l’approvazione naturalmente del nuovo atto costitutivo/statuto.

In questo modo entrambi i figli diventerebbero soci accomandanti mentre soci accomandatari sareste eventualmente Lei e Suo cognato.

Il figlio [farmacista] che vi presta stabilmente attività lavorativa potrebbe quindi, proprio come socio accomandante, conservare legittimamente – di qui l’utilità, ovviamente nel progetto che state articolando, della trasformazione in sas – anche il rapporto di lavoro subordinato con la sas e dunque la relativa posizione previdenziale, mentre l’altro, pur non essendo interessato alla gestione, parteciperebbe al capitale sociale continuando a svolgere la sua attività odierna e senza assumere comunque funzioni amministrative rispondendo alle obbligazioni sociali – sempre perché anch’egli socio accomandante – nei soli limiti della quota conferita.

La soluzione ora prospettata sembrerebbe insomma idonea a centrare ambedue gli obiettivi, quello di avviare il passaggio generazionale [coinvolgendo entrambi i figli nella proprietà della farmacia, augurandoLe ovviamente di riceverne il consenso], e consentire al tempo stesso al figlio farmacista di proseguire l’attività lavorativa senza pregiudizi sotto il profilo previdenziale e a quello non farmacista di proseguire nella sua attività diversa.

Beninteso, per concludere, è un’operazione nel suo complesso abbastanza semplice ma forse, per la verità, un po’ troppo macchinosa, se non altro per le varie operazioni che comporterebbe rispetto soprattutto ai benefici da Voi perseguiti, che sembrano abbastanza modesti, senza per questo voler sottovalutare oltre il lecito l’esigenza, da un lato, della continuazione della loro attività odierna da parte dei due figli, e, dall’altro, di non pregiudicare il loro futuro subingresso nella quota del padre.

(gustavo bacigalupo – aldo montini)

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