• L’OTC nel distributore automatico esterno alla farmacia
  • I termini per non perdere il beneficio prima casa

Oggi per la Rubrica Domande & Risposte “AI” abbiamo ritenuto opportuno sottoporre a due diversi Chatbot i temi riassunti qui sopra, ma anche in questo caso senza evidentemente coinvolgere… Nemo, se non altro il nostro farmacista artificiale mostra di gradire largamente vicende strettamente tecnico-professionali.

Dunque:

  • Quesito n. 1: “posso vendere un otc nel distributore automatico esterno alla farmacia?”

Ci rendiamo conto che il tema è stato trattato ripetutamente ma abbiamo voluto “interpellare” per una volta anche l’AI.

E allora

 Risposta AI: “In Italia non puoi semplicemente mettere un OTC in un distributore automatico fuori dalla farmacia “a tua discrezione”.

 

I farmaci SOP/OTC (senza obbligo di prescrizione) possono infatti essere venduti anche tramite distributori automatici, ma solo se sono rispettate alcune condizioni molto precise che sono quelle previste dalla normativa sanitaria (ma con tanto di controlli anche da parte di ASL e Ministero della Salute).

 

In pratica:

 

il distributore deve essere gestito da una farmacia autorizzata e naturalmente sotto

la responsabilità del farmacista titolare o del direttore responsabile.

Deve comunque garantire condizioni di conservazione, tracciabilità e sicurezza

in molti casi è richiesto che sia in prossimità della farmacia e collegato all’attività, non un punto vendita “autonomo”

serve comunque autorizzazione sanitaria locale (ASL) e rispetto delle regole regionali

 

Quindi: non è qualcosa che puoi installare liberamente fuori da una farmacia senza autorizzazioni specifiche.”

Il ns. Commento: Qui l’intelligenza artificiale ha avuto una vera e propria “allucinazione”.

Infatti, nessun farmaco [e neppure i SOP e gli OTC, tenendo anche presente – quanto agli OTC – che il distributore non potrebbe certo essere considerato una modalità di accesso diretto da parte del cliente] può essere venduto attraverso distributori esterni alla farmacia che invece potrebbe avvalersene per erogare anche, poniamo, dispositivi medici, presidi medico-chirurgici, integratori, ecc.

 

  • Quesito n. 2: “ho acquistato un’immobile con beneficio prima casa ma non ho ancora cambiato la residenza. Quanto tempo ho prima di perdere il beneficio”

Risposta AI: “1) Termine per la residenza: 18 mesi

 

Per mantenere l’agevolazione “prima casa”, la legge prevede che tu debba:

 

avere già la residenza nel Comune dove si trova l’immobile oppure

trasferirla entro 18 mesi dall’atto di acquisto

 

Quindi non devi per forza averla già cambiata al rogito.

 

IL NS. COMMENTO: In questo caso, invece, l’AI ha centrato pienamente il punto.

Infatti, per poter beneficiare dell’agevolazione prima casa è necessario trasferire la propria residenza nel comune dove ha sede l’immobile entro i 18 mesi dall’acquisto

(Studio Bacigalupo – Lucidi)

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