Al via il nuovo modello di assistenza per la cronicità.
Requisiti rigorosi per i locali, cinque aree terapeutiche coinvolte e un ruolo centrale per il medico di medicina generale. Ancora da definire la remunerazione.
La sanità territoriale compie un passo decisivo verso il futuro e la Lombardia si posiziona in prima linea a livello nazionale come regione pilota. Prende infatti ufficialmente il via il progetto che integra le televisite e il telemonitoraggio all’interno della rete delle farmacie territoriali, ridisegnando in sostanza il rapporto di prossimità tra medico, paziente e farmacista.
L’iniziativa punta a snellire le liste d’attesa e ad agevolare la gestione dei pazienti cronici, evitando spostamenti superflui verso le strutture ospedaliere o gli studi medici, soprattutto laddove le distanze geografiche risultino significative.
Il servizio non nascerà su impulso del paziente o della singola farmacia, ma sarà attivato direttamente dal medico [sia esso il Medico di Medicina Generale o lo specialista], il quale richiederà la prestazione alla farmacia per conto del proprio assistito.
Per poter offrire il servizio di televisita, le farmacie dovranno rispondere a rigidi standard volti a garantire l’efficacia clinica e la massima tutela della riservatezza.
Nello specifico, è richiesta:
connessione internet stabile: indispensabile per supportare lo streaming video della consultazione e lo scambio di dati sanitari in tempo reale;
spazio riservato (Privacy): un ambiente dedicato che garantisca l’assoluta riservatezza al paziente e all’eventuale caregiver che lo accompagna;
accessibilità: totale fruibilità dei locali per le persone con ridotta mobilità;
sanificazione: igienizzazione rigorosa dell’ambiente tra una televisita e la successiva.
Il collegamento avverrà tramite una piattaforma software regionale dedicata. Questo ecosistema protetto consentirà non solo la videochiamata tra medico e paziente, ma anche la condivisione immediata di documenti e referti, previo riconoscimento e autenticazione informatica da parte del cittadino tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
In questa prima fase di lancio, il monitoraggio e le televisite si concentreranno su cinque specifiche aree terapeutiche legate alle patologie croniche, tra le quali spiccano il diabete, la cardiologia e la BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).
L’orientamento è quello di utilizzare la televisita per il follow-up e le visite di controllo, oppure per il rinnovo dei piani terapeutici, quando un ulteriore passaggio dell’assistito nello studio del medico diventa superfluo e la distanza tra i due è cospicua.
Per supportare concretamente l’infrastruttura e rendere fluido il dialogo tra i vari attori della sanità, il piano regionale prevede anche la distribuzione di postazioni tecnologiche hardware di tipo “all in one” destinate direttamente ai medici di famiglia e agli specialisti. Resta invece ancora da definire e perfezionare l’ultimo capitolo economico relativo alla precisa remunerazione del servizio per le farmacie coinvolte.
Il debutto della Lombardia segna – è chiaro – una svolta culturale per la farmacia dei servizi, confermando la centralità del presidio farmaceutico nell’architettura del Servizio Sanitario.
Ci troviamo di fronte a una nuova visione dell’assistenza che – è ragionevole pensarlo – tra i suoi tasselli includerà verosimilmente anche l’intelligenza artificiale.
L’evoluzione digitale, supportata da idonei strumenti normativi e tecnologici, trasforma così la farmacia in un vero e proprio hub di salute digitale, riducendo le distanze fisiche e potenziando la continuità assistenziale sul territorio.
(michela pallonari)
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