Un’industria produttrice di farmaci generici ci ha chiesto di poter pubblicizzare il loro sito internet sul portale della nostra farmacia, e a fronte di questo spazio pubblicitario ci verrebbe riconosciuta una somma in denaro regolarmente fatturata. È legittimo? I miei dubbi nascono da quella norma che vieta qualsiasi forma di incentivazione economica da parte di aziende produttrici di generici.

La disposizione cui Lei si riferisce è certamente l’art. 13 del c.d. Decreto Abruzzo, che alla lett. b) – “per la fornitura dei medicinali equivalenti di cui ecc.” – prevede misure sanzionatorie a carico dell’”azienda farmaceutica“, del “grossista” e della “farmacia” nel caso di “mancato rispetto delle quote di spettanza previste dal primo periodo della presente lettera (58,65% per l’azienda, 6,65% per il grossista, 26,7% per la farmacia e il residuo 8% “flottante”: ndr), anche mediante cessione di quantitativi gratuiti di farmaci o altra utilita’ economica”.

È quindi ragionevole sospettare – come d’altronde abbiamo avuto occasione di chiarire in più circostanze perché non è certo questa la prima volta che affrontiamo un tema del genere – che la norma, con quell’ampio richiamo (“…o altra utilità economica”), intenda proprio vietare il riconoscimento alla farmacia (da parte, ad esempio, di un’industria del settore) di un qualsiasi tornaconto economico, e perciò anche quello derivante da un’inserzione pubblicitaria – a titolo oneroso – sul sito web della farmacia.

Siamo appunto in tema di generici, e la sua ratio è facilmente intuibile.

Per Lei, dunque, c’è il rischio di incappare nei fulmini dell’art. 13, che in particolare – sub 3) della lett. b) – contempla “per la farmacia l’applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa da cinquecento euro a tremila euro”, aggiungendo che “in caso di reiterazione della violazione, l’autorita’ amministrativa competente puo’ ordinare la chiusura della farmacia per un periodo di tempo non inferiore a 15 giorni”.

Per questo, ci sembra preferibile che Lei declini garbatamente l’offerta.

(stefano lucidi)

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