[Contributo n. 3 a “Chi ha paura di Amazon?”]
di Paolo Gaoni
Si parla molto di nuovi possibili scenari per la nostra professione nei prossimi anni e devo ammettere che a me piace molto giocare a fare un po’ il “visionario” provando ad immaginare cose c’è dietro l’angolo della farmacia italiana.
Partiamo da alcuni spunti di riflessione, sottolineando come gli scenari immaginati, anche i più impossibili, possono a volte aprirci ad orizzonti nuovi addirittura inimmaginabili (in una sorta di “brain storming”):
- Amazon ha acquistato una grande parafarmacia a Milano. E perché lo ha fatto? Forse la parafarmacia serve per distribuire nel territorio italiano/europeo prodotti di bellezza o più in generale parafarmaco attraverso la piattaforma informatica e la logistica più efficienti al mondo? Insomma, perché Amazon ha sentito il bisogno di dotarsi di una struttura del genere?
- Amazon ha creato una sorta di sotto-brand alla propria insegna (certamente tra le più famose al mondo) e non l’ha chiamata Amazon Health, Amazon Wellness, Amazon Beauty… bensì Amazon Pharmacy! E perché proprio Pharmacy?
- Proprio in questi giorni, a dicembre 2025 Amazon lancia negli Stati Uniti i primi chioschi automatici per la dispensazione di farmaci all’interno delle cliniche One Medical, partendo da Los Angeles. Questo è anche un concreto segnale che Amazon sta valutando l’ipotesi di approdare al Physical (prossimità) dopo aver costruito la sua fortuna nel Digital. Non a caso qualcuno ha già brillantemente coniato un neologismo molto efficace con Phygital.
- La mission di Amazon non è più (solo) fare profitto bensì analizzare i comportamenti dell’utente finale attraverso l’analisi di un nuovo patrimonio, il cosiddetto “petrolio di domani o forse già di oggi” … i dati!! E se l’analisi dei dati sui consumi un giorno diventasse l’analisi sui nostri bisogni di salute?
E se veramente, come già afferma qualcuno, Amazon fosse già arrivato non solo a soddisfare i nostri consumi, ma addirittura a crearne di nuovi… cosa potrebbe accadere con un ingresso nel campo della salute? Quale ruolo giocherebbe poi l’intelligenza artificiale? E se un giorno Amazon decidesse di comprare le circa 600 farmacie distribuite nelle più importanti città del nostro paese, del fondo Hyppocrates? Si aprirebbero scenari completamente nuovi destinati a condizionare radicalmente l’architettura del nostro sistema sanitario, ancor più se continuasse a prendere piede la scesa in campo a sostegno del SSN del cosiddetto “Terzo Pagante”.
La farmacia italiana, insomma, si trova davanti ad una grande opportunità: estendere progressivamente la definizione del codice ATECO che riguarda la nostra attività (commercio al dettaglio di prodotti medicinali e parafarmaceutici) a presidio di prossimità non solo per la dispensazione di prodotti, ma anche per l’erogazione di prestazioni al servizio dell’utente e dell’SSN (e forse non solo).
Il salto di qualità, se ci sarà, non sarà funzione di quanto succederà intorno a noi, bensì di quanto riusciremo a “posizionarci” nel percepito dell’utenza e del legislatore in un quadro di professionalità vera e seria, magari con qualche “Black Friday” in meno (peraltro spesso sbandierato sui social) e con una spiccata vocazione alla cura della Salute.
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Nei giorni scorsi:
23.04.2026: “Amazon è da solo” di Andrea Cicconetti (Farmacista di prima linea e Presidente Federfarma Roma)
24.04.2026: “Il rapporto fiduciario diretto con il paziente”
di Teresa Cofano (Farmacista di prima linea) e Donatella Martucci (Farmacista di prima linea e Presidente Federfarma Brindisi)
Nei prossimi giorni:
28.04.2026: “Il valore del ruolo del farmacista oltre l’automazione”
di Laura Giordani (Avvocato esperta del settore)
29.04.2026: “Nessun timore per/tra i farmacisti italiani”
di Maria Grazia Mediati (Farmacista di prima linea e V.Presidente Ordine Farmacisti Roma)
30.04.2026: “Amazon e il ruolo del software”
di Emiliano Minella (Esperto informatico del settore e sistemista)
04.05.2026: “Amazon: un nuovo modello di sanità?”
di Michela Pallonari (Esperta in marketing farmaceutico strategico)
05.05.2026: “Sostenibilità etica e cultura del dato: la (possibile) risposta europea al modello logistico statunitense”
di Romina Raponi (Avvocato esperta del settore)
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