[…e di una futuristica “telefarmacia”]

Anche se con qualche ritardo rispetto alle nostre stesse previsioni [un ritardo peraltro spiegato anche dalla forte evoluzione che sempre più caratterizza la nostra vita informatica e che dunque non poteva non riguardare anche i “chioschi automatici” aperti da Amazon il 1° dicembre scorso nella zona di Los Angeles] è il momento di darvi alfine conto, dopo qualche ulteriore aggiornamento, dei pregevoli apporti di alcuni esperti del vostro settore, anche massimi esperti, sull’intera vicenda [ma non solo…].
Per di più, il colosso statunitense ha avuto anche modo nel frattempo, come già rilevato, di lanciare a gennaio il proprio “agente Health AI”, un nuovo assistente digitale per la salute in grado di offrire un servizio/sostegno/supporto personalizzato al paziente che ne faccia richiesta, in tempo reale e 24h, mettendolo [ove naturalmente occorra] in contatto con un professionista sanitario tramite messaggio, videoconsulto o appuntamento in presenza.
Inoltre, ancor più recentemente, uno degli stati americani, lo Utah, ha messo a punto Doctronic AI, un programma pilota che [rinviandovi, per i migliori dettagli, alla Sediva News del 16 marzo 2026: “Se l’Ai Prescrive… Farmaci”] consente all’intelligenza artificiale di gestire autonomamente il rinnovo di alcune prescrizioni mediche di routine, senza perciò alcun intervento umano.
Come vedete, insomma, il tema sintetizzato nei titoli di queste note – che pure solo qualche mese fa sembrava ancora alle prime battute – pare aver assunto rapidamente una concretezza che forse dovrebbe far riflettere parecchio, anche se i pensieri degli amici che abbiamo interpellato [nonostante alcuni risalgano ormai a qualche mese fa] ci sembrerebbero tranquillamente replicabili anche oggi e quindi, esattamente allo stesso modo e più o meno negli stessi termini, perfino in tempi di Health AI e/o di Doctronic AI cui si è accennato poco fa.
Tornando però a quanto già illustrato nelle nostre anticipazioni, e particolarmente in quelle del 31 dicembre, vale la pena ricordare – se non altro, per i tanti o pochi che non abbiano potuto/voluto cogliere granché di quel che abbiamo tentato di raccontare e/o far raccontare – che i chioschi automatici di Amazon permettono ai pazienti il ritiro dagli stessi di prescrizioni mediche entro pochi minuti dalla visita specialistica e il prelievo, subito dopo, del farmaco direttamente dal chiosco, evitando così [immaginiamo siano questi i migliori/maggiori vantaggi auspicati…] code, attese e/o viaggi a vuoto.
Sono chioschi – s’intende – tuttora in fase di sperimentazione, pur se ormai avanzata, presso le cliniche selezionate “One Medical” nell’area già ricordata di Los Angeles che costituiscono, da quanto riportato sul web, l’ampia rete di case di cura e ambulatori acquistata nel 2022 da Amazon e finalizzata a offrire in abbonamento prestazioni sanitarie h 24 e 7/7.
Per comprendere appieno la portata del progetto, è necessario però spiegare con qualche elemento in più cos’è One Medical [e quali piani ha in mente Amazon per la sanità] riportando in sostanza le istruzioni presenti sul sito pharmacyscanner.it.
Si tratta precisamente di una catena di studi di cure primarie (c.d. primary care) che opera su “abbonamento”: a fronte di una quota annuale di circa 200 dollari, i pazienti possono accedere a visite mediche, servizi preventivi e supporto digitale costante, mentre l’assistenza farmaceutica – sia per i farmaci prescritti che per quelli da banco – è garantita da Amazon Pharmacy, nata ufficialmente nel 2020 e inizialmente operante soprattutto sulla/nella consegna a domicilio.
Fino a qualche tempo fa, infatti, il modello più diffuso prevedeva che il paziente ricevesse i medicinali direttamente a casa – beneficiando degli sconti connessi al c.d. programma Prime – della copertura della propria polizza sanitaria ed eventuali coupon.
Con l’introduzione dei chioschi automatici, invece, quella che potrebbe essere definita come la nuovissima “telefarmacia” consente oggi al paziente – come abbiamo anticipato poco fa – di usufruire di un sistema rapido e integrato con il suo percorso clinico, del cui funzionamento abbiamo appreso dalle diverse fonti reperibili sul web: il medico prescrittore utilizza, cioè, un gestionale in dotazione a One Medical che a propria volta è collegato con la banca dati di Amazon Pharmacy; e il sistema, se tra le specialità riportate ci sono medicinali di uso comune, propone al medico che la farmacia di Amazon li recapiti al distributore automatico [il chiosco, appunto] installato nell’ambulatorio.
Il medico, da par suo, segnala tale possibilità al paziente che, se accetta, apre sul suo cellulare l’apposita app, fornisce i dati richiesti [assicurazione, programma di rimborso o altro] ed effettua il pagamento.
Al termine dell’operazione, il paziente riceve un Qrcode con cui può raggiungere il chiosco automatico e identificarsi; il sistema verifica la correttezza della dispensazione e consegna i medicinali e, infine, se il paziente ha domande da porre, può mettersi in contatto con un farmacista tramite video o telefono direttamente – attenzione – dal chiosco o sempre tramite l’app.
Come spiega Amazon alla stampa economica americana, l’obiettivo principale è quello di ridurre i costi legati alla logistica, accorciando il percorso del paziente e della ricetta.
Il contesto regolatorio e logistico della sanità statunitense dovrebbe conferire a questa iniziativa – secondo i voti di Amazon – un rilievo particolare, rispondendo a criticità strutturali come quella dei “deserti farmaceutici”, zone in cui l’accesso fisico ai presidi è/sarebbe estremamente limitato; studi di settore evidenziano inoltre che quasi un terzo delle ricette mediche non viene mai riscosso e che circa la metà dei pazienti cronici non segue correttamente le terapie e in tale scenario abbattere il c.d. “friction cost” – ovvero eliminare l’obbligo per il paziente di recarsi fisicamente in una farmacia esterna dopo la visita – può migliorare sensibilmente [sempre nelle attese di Amazon…] l’aderenza terapeutica, rimuovendo uno dei principali ostacoli al successo delle cure.
Va da sé, tuttavia, che il progetto presenta dei limiti intrinseci tutt’altro che di scarso rilievo: i chioschi automatici, per esempio, non gestiscono farmaci che richiedono refrigerazione o specialità medicinali complesse, limitando la propria offerta ai prodotti più comunemente prescritti a livello locale.
Un’ulteriore sfida è rappresentata dall’integrazione con i complessi sistemi assicurativi e con le rigide normative dei singoli Stati americani in materia di autorizzazioni e dispensazione farmaceutica; ciò nonostante, l’integrazione tra Amazon Pharmacy e One Medical crea un ecosistema unico che vorrebbe facilitare il coordinamento logistico e normativo, ponendosi come una delle prime applicazioni concrete e strutturate di quella che – come abbiamo voluto ipotizzare fin dall’inizio – potrebbe addirittura essere definita (una) “telefarmacia” o, quantomeno, un’entità più o meno strutturata che sia ad essa assimilabile.
Senonché, si tratta di un ecosistema che fatalmente – pur potendo, non c’è dubbio, rappresentare un passo importante verso la costruzione di un modello integrato di sanità privata in grado astrattamente di ridefinire i confini della cura – non può non dover fare i conti, almeno per quel che ci riguarda, con il ruolo della farmacia quale presidio di prossimità, da un lato, e del farmacista come parte attiva di un vero e proprio rapporto fiduciario con il paziente, dall’altro.
Siamo quindi di fronte, in definitiva, a una trasformazione che potrebbe ridisegnare i confini della salute territoriale, ma naturalmente resta da capire – ed eccoci all’interrogativo centrale – se sia configurabile e perimetrabile un margine di manovra per rendere tale sistema compatibile con i principi che nel nostro ordinamento governano l’intero sistema farmaceutico e il sistema farmacia in particolare [anche se, per la verità, parrebbe profilarsi da noi, come pure in altri Paesi della UE, un qualche anelito di “americanizzazione” come potrebbe forse certificare, ad esempio, quanto affiorato in un recente dibattito sollevato/organizzato da Pharmaretail].
Anche, tuttavia, per cogliere qualche “stimolo” autorevole a riflessioni più approfondite su un interrogativo così complesso quanto evidentemente delicato, riportiamo finalmente qui di seguito i contributi via via raccolti di professionisti di “estrazione” diversa, e dunque conosceremo il pensiero di farmacisti di prima linea o, se si preferisce, del banco [che sono poi i maggiori interpreti dell’intero comparto], di avvocati stretti frequentatori del diritto delle farmacie, di professionisti informatici, di esperti in marketing di settore e infine di farmacisti del banco ma al tempo stesso anche espressione di rappresentanze professionali e/o sindacali di Categoria.
Da ultimo, per facilitare la lettura dei singoli interventi – e avvertendo che gli Autori [che peraltro non ci pare abbiano avuto occasione di… accordarsi sulle rispettive posizioni] riescono straordinariamente, con precisione perfino chirurgica, a non sovrapporsi l’un l’altro nello sviluppo delle proprie tesi ma neppure nelle loro notazioni incidentali – ne pubblicheremo soltanto uno al giorno [a partire da domani], per poi concludere questa singolare “tavola rotonda” con qualche brevissima considerazione personale sul versante giuridico anche se con finalità più che altro descrittive, così però da poter in qualche modo tirare le fila degli otto contributi [per nove Autori] di grande qualità che ci apprestiamo a leggere.

(gustavo bacigalupo)

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Questo l’elenco – in rigoroso ordine alfabetico – degli Autori, il loro ruolo e/o la loro veste, il titolo e la data della pubblicazione dei rispettivi interventi:

23.04.2026: “AMAZON E’ DA SOLO” di Andrea CICCONETTI (Farmacista di prima linea e Presidente Federfarma Roma)

24.04.2026: “IL RAPPORTO FIDUCIARIO DIRETTO CON IL PAZIENTE”
di Teresa COFANO (Farmacista di prima linea) e Donatella MARTUCCI (Farmacista di prima linea e Presidente Federfarma Brindisi)

27.04.2026: “QUANDO PIU’ INDIZI COMINCIANO A FARE UNA PROVA…”
di Paolo GAONI (Farmacista di prima linea, Consigliere Ordine Farmacisti Roma e… tanto altro)

28.04.2026: “IL VALORE DEL RUOLO DEL FARMACISTA OLTRE L’AUTOMAZIONE”
di Laura GIORDANI(Avvocato esperta del settore)

29.04.2026: “NESSUN TIMORE PER/TRA I FARMACISTI ITALIANI”
di Maria Grazia MEDIATI (Farmacista di prima linea e V.Presidente Ordine Farmacisti Roma)

30.04.2026: “AMAZON E IL RUOLO DEL SOFTWARE”
di Emiliano MINELLA  (Esperto informatico del settore e sistemista)

04.05.2026: “AMAZON: UN NUOVO MODELLO DI SANITA’?”
di Michela PALLONARI (Esperta in marketing farmaceutico strategico)

05.05.2026: “SOSTENIBILITA’ ETICA E CULTURA DEL DATO: LA (POSSIBILE) RISPOSTA EUROPEA AL MODELLO LOGISTICO STATUNITENSE”
di Romina RAPONI (Avvocato esperta del settore)

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