Ho un appartamento che vorrei affittare con un contratto a canone concordato a un mio vecchio amico di famiglia per 1000 euro al mese, nonostante da accordi territoriale il range di locazione si attesti tra i 1300 e i 1800 euro mensili. L’associazione a cui mi affido mi ha detto che se pattuisco un canone inferiore a quelli determinati non posso accedere ai benefici che caratterizzano questa tipologia di contratti. È proprio così?
In realtà, non è “proprio così”, come vediamo subito.
Il contratto di locazione a canone concordato è invero una tipologia di affitto – come avete verosimilmente imparato a conoscere – con importi calmierati, che offre peraltro vantaggi [direttamente, è chiaro, al locatore ma anche, indirettamente, al conduttore] quali, da un lato, l’applicabilità del regime di cedolare secca e, dall’altro, una riduzione dell’IMU, rendendolo però vantaggioso anche, appunto, per i conduttori che possono infatti beneficiare, proprio facendo sponda sugli interessi del locatore, di un canone di locazione calmierato.
Venendo ora specificatamente al quesito, non si può fare a meno di rilevare – in ordine esattamente a importi “predeterminati” – che l’art. 13 comma 4 della l. 431/1998 sancisce la nullità “di ogni pattuizione volta ad attribuire al locatore un canone superiore a quello massimo definito dagli accordi conclusi in sede locale per immobili aventi le medesime caratteristiche e appartenenti alle medesime tipologie”
Inoltre, un’interpretazione letterale della norma consente di ritenere che il legislatore – prevedendo espressamente la sanzione della nullità del contratto solo nei casi di superamento della soglia massima – non abbia ritenuto illecita la stipula di un contratto al disotto dei minimi fissati dalla contrattazione collettiva e d’altronde di questo stesso avviso è stata anche la Suprema Corte.
I giudici di legittimità, cioè, hanno affermato – con l’ordinanza n. 18977/2025 – che “la pattuizione di un canone inferiore non comporta… una illegittimità in considerazione della stessa ratio della norma che vuole calmierare il mercato degli affitti con prezzi ragionevoli e adeguati”.
Insomma, ci pare proprio che Lei possa venire incontro al Suo “vecchio amico di famiglia” e optare dunque per la stipula di un contratto a canone concordato con tutto quel che ne consegue.
(matteo lucidi)
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