Alcuni clienti della mia farmacia mi chiedono di pagare i medicinali e gli altri prodotti acquistati, cumulativamente, a fine mese. Ho tutto l’interesse ad accontentarli poiché sono particolarmente “fidelizzati” e quindi è opportuno che io continui a privilegiarli; ma come devo regolarmi con lo scontrino fiscale, specialmente ora alla luce del collegamento POS – RT?
Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 3/E/2020) ha fornito una risposta – assolutamente condivisibile – al problema dal Lei descritto.
Con l’introduzione della trasmissione telematica dei corrispettivi, il documento commerciale costituisce la naturale conseguenza della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi e deve quindi essere emesso per ogni operazione effettuata, indipendentemente dal pagamento e/o dalla rilevanza dell’operazione stessa ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
In caso di vendita, l’operazione si perfeziona al momento della consegna del bene al cliente anche ai fini Iva (art. 6 DPR 633/72) e quindi il corrispettivo incassato concorre alla liquidazione dell’Iva del periodo di riferimento (mese o trimestre che sia).
Non essendo però avvenuto il pagamento, come Lei ipotizza nella Sua email, il documento commerciale deve essere emesso con l’indicazione del corrispettivo non riscosso.
Al momento del pagamento, invece, non sarà necessario emettere un nuovo documento commerciale poiché, per l’appunto, l’operazione ai fini Iva si è già perfezionata con la precedente consegna del bene; dunque, in questo caso potrà evidentemente essere emessa una semplice quietanza a richiesta del cliente.
Quanto al collegamento POS – RT [che, ricordiamo ancora una volta, realizza solo un abbinamento logico o “virtuale” tra i due flussi elettronici del POS e dell’RT e non certo un collegamento fisico tra gli hardware dei due dispositivi], una recentissima FAQ dell’Agenzia delle Entrate – confermando l’impostazione della circolare 3/E/2020 – ha ribadito che, in caso di pagamento differito rispetto alla consegna del bene, il documento commerciale deve recare per l’appunto l’indicazione di “non pagato”.
Non è peraltro ancora chiaro come verrà/dovrà essere gestito il disallineamento quantitativo e temporale che inevitabilmente si genererà tra i documenti commerciali che recano quest’indicazione e il (successivo) incasso POS; molto dipenderà – evidentemente – dalla metodologia di controllo che l’Agenzia vorrà porre in atto ma in ogni caso la risposta alla FAQ ci indirizza sulla corretta modalità operativa da applicare in casi del genere.
(stefano civitareale)
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