Riprendiamo brevemente quanto anticipato nella Sediva News del 10 novembre 2025, in cui abbiamo dato conto [con i dovuti interrogativi perché la Legge di Bilancio di quest’anno non era stata ancora approvata] delle novità “in pejus”- nell’allora bozza del provvedimento – circa la tassazione delle plusvalenze generate dalla cessione di beni di impresa strumentali e patrimoniali.
Ebbene, la L. 199/2025 ha riformulato il comma 4 dell’art. 86 del Tuir limitando – rispetto alla previgente disciplina – l’area di operatività della facoltà di rateizzare le relative imposte, circoscrivendola alle sole due fattispecie qui di seguito indicate:
- Plusvalenze derivanti da cessioni di azienda o ramo di azienda, posseduti per un periodo non inferiore a tre anni.
- Plusvalenze realizzate da società sportive professionistiche mediante cessione dei diritti all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta, nei limiti della parte che proporzionalmente corrisponde al corrispettivo conseguito in denaro, a condizione che tali diritti siano stati posseduti per un periodo non inferiore a due anni.
Ipotizziamo, pertanto, che a gennaio 2026 una srl titolare di farmacia abbia ceduto un macchinario per autoanalisi generando una plusvalenza di 15.000 euro: quest’ultima, quindi, sarà interamente imponibile nell’esercizio in cui avviene la vendita, perciò – nell’esempio – interamente nel 2026.
La srl, come si vede, non potrà dunque rateizzare l’imponibile fiscale negli anni successivi, ma pagherà – con riguardo appunto al 2026 – le imposte sulla plusvalenza a titolo di IRES [pari al 25%] e di IRAP pari al [3,9%].
(stefano olivieri)
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