Sono socio di una Snc titolare di farmacia e vorrei prendere in affitto un appartamento da dare poi in uso a uno o due dipendenti; ho proposto al proprietario di stipulare un contratto a cedolare secca e mi è stato detto che non è possibile.
Mi sembra, però, di aver letto un vostro articolo dove sostenete il contrario.

Lei ricorda bene, perché – in una News dei primi mesi dello scorso anno – abbiamo effettivamente fatto riferimento a una recente sentenza della Cassazione [n. 12079/2025], che naturalmente deve costituire tuttora la base di valutazione anche di questa Sua vicenda, nella quale la Suprema Corte ha confermato la possibilità anche per le società di beneficiare del regime di cedolare secca, purché tuttavia vengano rispettati tassativamente questi tre requisiti:

  • che il contratto di locazione sia effettivamente ad uso abitativo;
  • che l’immobile abbia destinazione catastale abitativa (quindi tutte le categorie “A” ad esclusione degli A/10, che sono unità ad uso ufficio);
  • che il locatore sia una persona fisica.

E, da quel che leggiamo, ci pare che nel Suo caso ricorrono tutti e tre i presupposti.
Rispettando la destinazione abitativa prevista nel contratto di affitto, la Sua snc potrà quindi condurre in locazione l’immobile individuato beneficiando dell’opzione per la cedolare secca, la quale – giova ricordare – è un regime fiscale facoltativo che, oltre a scontare un’imposta sostitutiva (Irpef e addizionali) del 21%, prevede l’esclusione dell’adeguamento del canone alle variazioni ISTAT e l’esenzione dal versamento dell’imposta di registro e di bollo in fase di registrazione, proroga e risoluzione.
In definitiva, comunque, non dovrebbero frapporsi ostacoli al vs. progetto

 

(valerio pulieri)

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