La giornata del “farmacista contemporaneo” scorre veloce, tra clienti da seguire, fornitori da coordinare e scadenze che si rincorrono senza sosta.
Nel pieno di questa operatività incessante arriva, inevitabile, il momento delle domande decisive: la liquidità è sufficiente per far fronte agli impegni? I fornitori possono essere pagati senza tensioni? I clienti storici, pur affidabili, rispettano davvero i tempi di pagamento?
Senza uno strumento adeguato, tuttavia, avere una visione chiara di queste dinamiche è praticamente impossibile.
Ed è qui che entra in gioco il c.d. cash flow, di cui anche voi parlate da tempo con grande “nonchalance”.
Tecnicamente, vale la pena precisarlo, il cash flow rappresenta il flusso reale di denaro in entrata e in uscita dall’azienda in un determinato periodo e – a differenza, è chiaro, dell’“utile contabile” – permette al farmacista/imprenditore di conoscere la liquidità effettivamente disponibile mettendo a confronto incassi, finanziamenti, uscite per fornitori e/o personale e/o collaboratori, imposte e investimenti.
Il risultato, quindi, è un indicatore immediato della solidità finanziaria operativa dell’impresa.
Nella pratica quotidiana, però, il cash flow è molto più di una definizione accademica e anzi si può considerare davvero il “battito cardiaco” dell’azienda, un flusso continuo che determina la capacità dell’impresa di funzionare, crescere e reagire agli imprevisti.
Per l’imprenditore, comprenderlo non è naturalmente un mero esercizio teorico, ma una necessità concreta in quanto è necessario sapere quando [e come] la cassa si riempie e quando [e come] si assottiglia così da evitare – quantomeno – pericolose tensioni e magari brutte sorprese.
Monitorare il cash flow, pertanto, dovrebbe diventare – come forse sarà chiaro – un’abitudine perfino strategica, se del caso predisponendo un semplice prospetto settimanale che può indicare se è, o non è, il momento “giusto” di:
– sollecitare gli incassi;
– rivedere gli accordi con i fornitori;
– rimandare [o addirittura anticipare] spese non prioritarie.
In definitiva, il cash flow è uno dei tanti strumenti collegati al controllo di gestione che possono in ogni caso fare la differenza proprio “in termini di impresa” e per ciò stesso da valutare costantemente e con la massima cura.
(michela pallonari)
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