Ogni farmacia – lo sapete benissimo – è un sistema fatto di persone, relazioni e competenze che deve evolvere costantemente per restare competitivo.
Il vero motore della crescita sono le persone e dunque il Business Coaching può rappresentare – perfino di per sé – un supporto strategico non indifferente visti i cambiamenti che sono imposti dal mercato [e che possono derivare, evidentemente, anche da dinamiche interne alla farmacia stessa].
Talora, il farmacista quale titolare di impresa è probabilmente restio ad accogliere tali mutamenti, e però bisogna comprendere che spesso queste sono “reticenze” figlie – bensì, forse, di un comportamento naturale – ma certo dell’impegno, spesso gravoso, che può pretendere o imporre il “cambiamento” in generale, cioè qualsiasi “cambiamento”, per le difficoltà che in quanto tale esso reca con sè.
Ora, non è raro – nel lavoro, ad esempio, dei “farmacisti al banco” – che quelli tra loro più esperti contestino, quasi aprioristicamente, i nuovi metodi di lavoro, magari giustificando la loro contrarietà con frasi/commenti che sentiamo spesso ripetere quasi meccanicamente e cioè: “…abbiamo sempre fatto così…” oppure “…non funzionerà…”.
In questi casi i dati, d’altra parte, aiutano sicuramente e però quel che davvero facilita l’adesione alle nuove scelte imprenditoriali del titolare [in forma individuale o sociale] è proprio indurre/costringere i collaboratori a raccogliere rapidamente qualche piccolo successo perché è ben noto come siano esattamente le vittorie a generare/poter generare motivazioni ulteriori.
Ed è proprio qui che “entra in gioco” il Business Coaching [in prosieguo, per semplicità, lo chiameremo BC] che opera su tre livelli:
- quanto al singolo, il BC lo aiuta a chiarire ruolo, responsabilità e procedure e perciò, attenzione, non è una questione di volontà, ma di chiarezza;
- quanto al team, il BC “supporta” il titolare nel guidare il team verso l’approdo a uno stile di leadership corrispondente al miglior livello di autonomia [sia del gruppo come tale che dei singoli collaboratori]; si tratta dunque, in poche parole, di un vero e proprio sistema di monitoraggio che permette di intercettare con tempestività eventuali cali di performance e intervenire in modo mirato;
- quanto all’organizzazione, il BC affianca – almeno in principio – l’imprenditore nella definizione e conservazione di valori, regole e processi.
Il Business Coaching, insomma, assicura almeno tendenzialmente coerenza e stabilità e al tempo stesso inietta nel lavoratore entusiasmo e chiarezza di linee guida.
E allora, non si tratta – per concludere – di una formazione motivazionale, ma di un acceleratore organizzativo, in quanto contribuisce a creare un contesto in cui i processi sono chiari, i risultati più prevedibili e la crescita aziendale sostenibile.
(michela pallonari- valeria landi)
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