Sono un titolare di farmacia e tra circa un anno dovrei andare in pensione. È possibile continuare a lavorare e nel contempo percepire la pensione?
La risposta al quesito, comunque già affrontato in precedenza, è senz’altro affermativa.
Infatti, la percezione di redditi di lavoro dipendente e/o autonomo non è preclusiva al riconoscimento della pensione.
L’Enpaf non pone divieti in merito al proseguimento dell’attività lavorativa successivamente alla pensione, purché tuttavia l’interessato mantenga il requisito di iscrizione all’Ordine professionale competente.
Anzi, a scelta dell’avente diritto, è prevista una riduzione del contributo Enpaf del 33,33% [con l’importo dovuto che scende dunque in tal caso ai due terzi dell’intero] o addirittura del 50%: l’opzione tra l’una o l’altra aliquota spetta – è chiaro – allo stesso pensionato Enpaf che prosegua, come detto, nell’esercizio dell’attività professionale di farmacista, che pertanto, attenzione, non rientri in una diversa previdenza obbligatoria, come potrebbe essere quella dell’Inps.
Quindi, come vede, sarebbe proprio il Suo caso perché – quale titolare di farmacia in pensione, ma esercente ancora l’attività di farmacista e nessun’altra – accederebbe alla riduzione del contributo fino al 50%.
Giova comunque aggiungere che per ottenere la riduzione del contributo il farmacista dovrà presentare una domanda – redatta naturalmente sulla modulistica predisposta dall’Enpaf – entro il 30 settembre dell’anno per il quale si chiede la riduzione.
Si tratta di un termine di decadenza, cosicché le domande presentate successivamente a tale data non saranno accolte per l’anno in corso, ma varranno semmai per l’anno successivo.
(cesare pizza)
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