Mia moglie è maestra d’asilo e abbiamo un figlio di 12 anni che è iscritto a una scuola di musica molto rinomata della regione. Io sono titolare di farmacia e ho un reddito superiore a quello che, secondo quanto mi è stato riferito, mi consentirebbe di dedurre le spese per la musica; è quindi mia moglie a sostenerle interamente e vorrei sapere se può recuperarle fiscalmente.

La risposta è affermativa.
Ai sensi del primo comma, lett. e-quater, dell’art. 15 del Tuir è prevista una detrazione Irpef del 19% – da calcolare su un importo massimo di 1.000 euro per ogni figlio minore – delle spese sostenute per lo studio della pratica della musica dei ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni presso scuole di musica iscritte nei registri regionali oppure, se riconosciuti da una pubblica amministrazione, presso cori, bande e scuole di musica.
Per poter accedere alla detrazione il contribuente non deve avere un reddito complessivo annuo superiore ai 36.000 Euro, ma, attenzione, a questo scopo non rileva il reddito complessivo familiare.
Aggiungiamo che sarà necessario indicare queste spese nel quadro E del modello 730 – o nel quadro RP nel modello Redditi persone fisiche – utilizzando il “codice 45”.
Naturalmente, giova ribadirlo, la detrazione potrà essere riconosciuta solo sulle spese il cui pagamento è stato effettuato con metodi tracciabili [come del resto è ormai quasi la regola…] e quindi le spese sostenute a mezzo contante non potranno essere conteggiate.

(mauro giovannini)

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