Mio fratello e io siamo soci di una snc titolare di farmacia. Inizialmente nostra madre faceva parte della compagine sociale, ma ci ha donato le Sue quote a fronte di un vitalizio come onere modale. Io ho dedotto come onere personale gli importi che verso mensilmente a mia madre, ma mi è arrivata una comunicazione dell’AdE in cui mi si chiede di dimostrare tali spese. Erano somme non deducibili? Cosa devo fare?

Le confermiamo che le spese sostenute come onere modale [apposto a una donazione o a un legato] sono deducibili dal reddito complessivo e quindi – verosimilmente – quella che Lei ha ricevuto è una comunicazione ex art. 36 ter DPR 600/73, cioè – in pratica – una richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria di trasmettere i documenti comprovanti le spese, gli oneri personali [come quelli in argomento] e quant’altro dichiarato.
Ebbene, per “chiudere la pratica” Lei dovrà inoltrare all’Agenzia delle Entrate [a mezzo pec o sul sito dell’Agenzia tramite il canale Civis “assistenza per il controllo formale”] l’atto di donazione modale dal quale si evinca l’effettiva apposizione alla liberalità del modus e ovviamente copia dei versamenti effettuati a tale titolo [ricevute di versamento postale/bancario, copia dell’assegno bancario/circolare, estratti conto o altra idonea documentazione da cui si rilevi la causale del pagamento, oltre alla copia del titolo che ha dato luogo al versamento].
Attenzione, però: per poter beneficiare della deducibilità i metodi di pagamento utilizzati devono essere tracciati, e quindi diventano indeducibili gli importi [eventualmente] liquidati al beneficiario del vitalizio a mezzo contante anche laddove l’onerato, cioè il donatario, sia in possesso di ricevuta firmata attestante l’avvenuto versamento e la contestuale ricezione degli importi.

(cesare pizza)

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