Qualche giorno fa un cliente è entrato in farmacia chiedendomi se effettuassimo o meno il servizio di sconfezionamento farmaci. Non è la prima volta che ne sento parlare ma se ben ricordo ne avete parlato anche voi e quindi vorrei chiedervi qualche informazione al riguardo. Come funziona? A quali adempimenti sarei sottoposto in qualità di titolare di farmacia? La mia farmacia si trova in Lombardia e so con certezza che alcune farmacie, ubicate in tre diverse province lombarde, si sono già organizzate per assicurare anche questo servizio.

Il c.d. deblistering è un servizio [interamente a carico dei cittadini] effettivamente già presente in alcune farmacie italiane e anche, come Lei ricorda, in Lombardia.

Il servizio consiste, come noto, nella preparazione di confezionamenti ad personam di farmaci [che vengono, in particolare, confezionati e successivamente riconfezionati in farmacia ed esattamente in dosaggi giornalieri o settimanali e/o in blister personalizzati] e in ogni caso è un servizio finalizzato all’assunzione del medicinale da parte del paziente sulla base della posologia indicata dal medico curante.

Si tratta dunque di un’attività già inserita appunto in vari protocolli regionali [e in Lombardia la Regione è intervenuta in materia addirittura due anni fa con la circolare n. 7474 del 3 febbraio 2022] che può essere avviata da qualsiasi farmacia che vi sia interessata, previa comunicazione dell’inizio dell’attività all’Azienda Sanitaria competente e fornendo le informazioni relative all’attrezzatura utilizzata.

Per quanto riguarda però, in particolare, la Lombardia – e veniamo così al quesito – la circolare richiamata poco fa ha precisato che si tratta di un servizio finalizzato a “migliorare l’aderenza terapeutica del paziente cronico” garantendo la “diffusione capillare del servizio a livello regionale” nell’ambito, è appena il caso di aggiungerlo, della Farmacia dei servizi.

La Regione, inoltre, chiarisce che le farmacie che intendano aderire al servizio sono tenute a inviare alla ATS un modulo di adesione, in cui occorre specificare se “il servizio di deblistering viene effettuato presso la Farmacia o in Area esterna situata nelle immediate vicinanze e comunque nel rispetto del territorio della ATS di competenza”.

A questo scopo è necessario che la farmacia predisponga e conservi una procedura idonea, finalizzata a garantire un corretto svolgimento dell’attività, con particolare attenzione anche alla formazione del personale, alla disponibilità di risorse umane, alle caratteristiche dei locali, i quali – al pari di quelli da adibire a laboratorio galenico, come si legge nella circolare – dovranno essere situati nel territorio dell’ATS di competenza [quindi non necessariamente all’interno della sede farmaceutica ascritta alla singola farmacia] e rispettare le c.d. Norme di Buona Preparazione dei medicinali in farmacia delineate nella F.U.

Quanto al “vivo” della procedura, il farmacista deve conservare una scheda tecnica [da cui si evincano caratteristiche e idoneità dei materiali] e predisporre un documento che il paziente [o chi per lui] sottoscriva in segno di autorizzazione al deblistering.

L’attività di deblistering è una prerogativa del farmacista, in quanto professionista sanitario esperto del farmaco [anche in ambito ospedaliero e nelle RSA], che – se impossibilitato a eseguire in prima persona il deblistering – è chiamato, precisa ancora la circolare, a supervisionare l’attività svolta dagli altri operatori e resta responsabile delle procedure di allestimento.

L’attività di riconfezionamento consiste invece nell’allestimento di un blister contenente tutte le unità posologiche dei diversi medicinali che il paziente è tenuto ad assumere nel corso di una settimana di terapia. A tal fine, è possibile allestire blister che consentano di “coprire” un tempo massimo di trenta giorni di terapia, salva l’ipotesi in cui schede tecniche o banche dati contengano avvertenze particolari.

Sulla confezione del blister allestito dalla farmacia devono essere anche  indicate le modalità di conservazione del farmaco e i tempi di utilizzo.

Queste, in sostanza, le indicazioni fornite dalla Regione Lombardia [che ben potrebbero trovare il seguito – lo ribadiamo – di altre Regioni interessate] per l’erogazione di uno dei tanti e nuovi servizi erogabili dalle farmacie nell’ambito, appunto, del mondo della Farmacia dei servizi.

(aldo montini)

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