L’utile d’esercizio che emerge dal bilancio, come sappiamo, è un risultato virtuale perché viene determinato dalla differenza tra ricavi e costi contabilizzati con il criterio di “competenza temporale”, senza perciò valutare alcuni aspetti pur rilevanti che attengono al versante finanziario, quali, poniamo, l’effettivo incasso dei crediti o l’effettivo pagamento dei debiti.
Per convertire allora il risultato virtuale in un risultato reale, bisogna analizzare il cash flow aziendale e integrare l’utile di esercizio, da un lato, con gli ammortamenti

e altre voci che assorbono liquidità, e, dall’altro, con le variazioni dei flussi finanziari correnti e dei flussi finanziari straordinari.
Di conseguenza, il prelievo del titolare o dei soci può essere effettuato soltanto nel limite del reddito finanziario.
Per chiarire questo meccanismo, che probabilmente può rivelarsi per taluno troppo “tecnico”, può essere opportuno seguire passo passo l’esempio riportato qui di seguito, che del resto sembra abbastanza eloquente.

Utile di esercizio                                 € 161.240 +

Ammortamenti                                   €   21.800 +

Imposte                                                 €   62.000 –

Contributi Enpaf                                €     5.000

Totale Cash Flow potenziale            €  116.040

Come dicevamo, bisogna però anche analizzare i flussi finanziari correnti:

Increm./decrem. Scorte                              €  15.000 –

Increm./decrem. Crediti clienti                 €           0

Increm./decrem. Debiti fornitori              €          0

Restituzione finanz.to/mutuo                     €  12.000

Totale Flussi finanziari correnti       €  27.000 –

e, da ultimo, anche i flussi finanziari straordinari.

Investimenti beni strumentali                           €  10.000

Totale Flussi finanziari straordinari €  10.000 –

Riassumendo:

Cash Flow potenziale                                 € 116.040

Flussi finanziari correnti                          €   27.000 –

Flussi finanziari straordinari                  €   10.000

Disponibilità finanziaria netta   €   79.040

Ecco quindi che il prelievo di utili – da parte del titolare [considerando anche l’eventuale impresa familiare] o dei soci – deve essere contenuto nel limite della disponibilità finanziaria netta, nell’esempio pari a € 79.040.

A questo  punto dovrebbe dunque essere abbastanza agevole adattare questi meccanismi alla specifica situazione che ci riguardano.

(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!