Del phishing abbiamo già parlato nella Sediva News del 10 febbraio dello scorso anno [“Attenzione al phishing, cioè alla truffa via internet”] ma ora abbiamo l’occasione per un “ritorno” offertoci dall’Agenzia delle Entrate che infatti ha recentemente segnalato una nuova “ipotesi” di phishing, volta in particolare a carpire i dati dei contribuenti a scopo naturalmente fraudolento.

Dunque, i truffatori – tramite l’invio a mezzo e-mail e/o pec – cercano di instaurare un contatto con le vittime facendo leva su un presunto rimborso e chiedendo, al fine dell’accredito, la compilazione e l’invio di un modulo preparato ad hoc per impossessarsi dei dati degli utenti.

I tratti distintivi di queste e-mail/pec un po’ “farlocche” sono stati così descritti dall’AdE:

  • Mittente indirizzo estraneo all’Agenzia
  • Oggetto “Modulo Rimborso”
  • Riferimento nel testo ad un importo casuale a credito
  • Presenza di un allegato in formato pdf “Modulo richiesta accredito”
  • Errori grammaticali, di punteggiatura ed omissioni nel testo
  • Senso d’urgenza generale

Si tenga conto, comunque, che i tentavi di phishing si fanno sempre più raffinati ed elaborati, rendendo spesso impossibile o molto difficile distinguere un messaggio veritiero [un sms, un’e-mail e addirittura una telefonata] da un messaggio truffaldino: quindi, è chiaro, bisogna prestare sempre più attenzione.

(cesare pizza)

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