È stato elaborato il piano integrato di attività e organizzazione degli accessi e delle verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria per l’anno 2024.
Sono stati previsi, in particolare, 320mila controlli sostanziali per ognuno degli anni dal 2024 al 2026 da parte dell’Agenzia delle Entrate, mentre la Guardia di Finanza dovrà raggiungere da par suo 65mila controlli nel 2024, 70mila nel 2025 e 75mila nel 2026.
Gli accessi saranno per lo più “mirati”, dato che sarà preventivamente analizzato il rischio fiscale per la selezione e l’identificazione dei contribuenti da assoggettare a verifica, anche mediante soluzioni di intelligenza artificiale [non poteva essere altrimenti…].
Il piano – che si inserisce nella più ampia opera di razionalizzazione e riordino delle disposizioni normative in materia di analisi del rischio – è previsto e delineato nell’art. 2 del d.lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 che, come forse sapete, non è altro che un provvedimento di esecuzione della delega fiscale in materia di accertamento tributario.
L’obiettivo è quello di analizzare le informazioni presenti in tutte le basi‑dati di cui l’amministrazione finanziaria dispone “per le attività di analisi del rischio fiscale, per le attività di controllo, per le attività di stimolo dell’adempimento spontaneo e per quello dell’erogazione dei servizi ai contribuenti”, rappresentando il rischio fiscale “il rischio di operare, colposamente o dolosamente, in violazione di norme di natura tributaria, ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell’ordinamento tributario”.
E con l’assunzione da parte dell’Agenzia delle Entrate di oltre 4100 funzionari per il 2024, e di oltre 11mila per il 2025, quei “numeri” sembrano francamente raggiungibili.

(stefano lucidi)

 

 

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