Come forse si ricorderà, perché ne abbiamo parlato all’interno del primo commento alla Legge di Bilancio 2024 [v. Sediva news del 16 gennaio u.s.], a decorrere dal 1° marzo 2024 è aumentata di tre punti percentuali – dall’8% all’11% – la misura della ritenuta d’acconto che gli istituti di credito devono operare sulle somme pagate alle imprese dai committenti con i c.d. “bonifici parlanti”.
La ritenuta, è chiaro, si risolve in pratica in un’anticipazione da parte delle imprese [persone fisiche o società, di persone o di capitali] – che hanno effettuato/effettuano interventi edilizi per i quali i committenti hanno usufruito/usufruiscono delle relative agevolazioni fiscali – delle imposte derivanti a loro carico sulle somme riscosse quale corrispettivo di lavori appunto “agevolati”.
Nessun obbligo particolare, invece, per i bonifici ordinari e per quelli connessi al c.d. “bonus mobili”.
Come si vede, nulla cambia per il committente dei lavori.

(mario astrologo)

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