Nella Sediva News del 2 febbraio u.s. abbiamo parlato di locazioni brevi, ma soltanto per dar conto dell’aumento – disposto dalla Legge di Bilancio 2024 – della cedolare secca [passata infatti dal 21% al 26%] sui redditi derivanti per l’appunto dai c.d. affitti brevi.

Qui, invece, diamo cenno di un’ulteriore novità [introdotta in sede di conversione in legge dal dl. n. 145/2003, il c.d. decreto anticipi], e si tratta del nuovo codice identificativo, in vigore pertanto dal 17 dicembre scorso.

Ne consegue, quindi, che i codici regionali – i quali identificano i singoli immobili e che sono già stati attribuiti in passato – dovranno essere riclassificati, per il tramite di un prefisso, per poi confluire in una banca dati unificata.

Stiamo parlando, come forse qualcuno avrà colto, del CIN (Codice Identificativo Nazionale), che dovrà essere attribuito a tutti gli immobili concessi in locazione “breve”, ricordando anche qui che sono così definite quelle di durata non superiore ai 30 giorni.

Il CIN potrà essere generato e prelevato autonomamente attraverso una procedura telematica individuata con apposito decreto del Ministero del Turismo che però, tanto per cambiare, ancora non è stato emanato, nonostante la scadenza originaria fosse fissata allo scorso 16 gennaio.

Ma non basta, perché il CIN – dopo esser stato generato mediante una procedura in questo momento ancora ignota – dovrà essere esposto all’interno dell’immobile nel quale è l’unità abitativa ed essere indicato anche all’interno degli immancabili annunci pubblicitari.

Le violazioni per mancata richiesta del CIN comporteranno una sanzione fino a 8.000 euro, importo che scenderà a 5.000 euro nel caso in cui il CIN sia stato bensì richiesto [e generato/rilasciato] ma non esposto correttamente.

Come dicevamo, tuttavia, ancor oggi in pratica tutto è fermo, cosicché – in attesa evidentemente che il decreto veda finalmente la luce – continuano a valere le normative delle singole regioni mantenendo perciò in vita i codici regionali: al momento, insomma, l’attività può continuare secondo le disposizioni previgenti, che peraltro non sarebbero affatto… “previgenti”, perché, come ricordato, almeno in astratto la nuova normativa, quella sul CIN, è in vigore dal 17 dicembre 2023…

(mario astrologo)

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