Da un paio di anni vi state occupando di controllo di gestione e anche più in generale di marketing/management, e questo credo che sia diventato un servizio nuovo – che personalmente apprezzo molto – che voi fornite alle farmacie assistite non solo negli incontri individuali con noi ma anche in alcuni dei webinar che avete organizzato, oltre che nella vs. importante rubrica di Sediva News.
In particolare, anche di recente, vi state soffermando sulle modalità di gestione che possono favorire l’aumento dei ricavi e della redditività della farmacia.
In questo ambito abbiamo sentito sia in un vs. webinar che in un convegno di categoria parlare di front-end proprio in questa ottica di sviluppo della ns. gestione e se possibile vorremmo qualche approfondimento, anche breve.

Per entrare subito, come parlano i latinisti, in medias res, ricordiamo, sulla linea che il quesito ha indicato, che il “farmacista imprenditore” – che non è un farmacista diverso dagli altri, se non per la sua migliore o maggiore propensione alla conduzione di un’azienda talora molto articolata come una farmacia – può, se adotta le giuste strategie, ricavare anche dai front-end [che sono i punti del locale o dei locali della farmacia in cui generalmente i clienti sono portati a sostare per qualche minuto attendendo ad esempio il proprio turno] ulteriori profitti aziendali.

In che modo? Soprattutto, crediamo, esponendo proprio in questi spazi i prodotti più “accattivanti” e che possono quindi indurre i clienti a fare i c.d. acquisti impulsivi.

Quando infatti si parla di front-end, bisogna prendere in considerazione un aspetto fondamentale che è quello della sistemazione e distribuzione nei locali della merce nei suoi vari “settori merceologici”, così da permettere ai clienti di essere guidati – in modo quasi naturale [e verosimilmente nella loro… inconsapevolezza] – all’interno della farmacia e facilitare in ultima analisi proprio quegli “acquisti impulsivi” appena citati.

Una pratica efficace, ad esempio, è quella di collocare i servizi o i prodotti più ricercati nella parte posteriore della farmacia, obbligando di fatto i clienti a percorrere l’intero locale e a visionare – anche indirettamente – i nostri prodotti.

Naturalmente, ogni farmacia è a sé, ed è necessario comprendere le abitudini di acquisto dei propri clienti e – come accennato poco fa – organizzare/posizionare la merce tenendo presente che alla base di front-end di successo dovete porre, almeno tendenzialmente, la capacità di creare connessioni perfino emotive, in sostanza attraverso una “strategia” di marketing mirata esattamente ai bisogni del pubblico.

Questi aspetti potrebbero, da qualcuno, essere ritenuti di rilievo marginale sul famoso “fatturato” dell’azienda, ma ricordiamo sempre che in realtà possono costituire spesso – nel loro complesso – quel “quid in più” utile per incrementare numero e valori degli scontrini.

 

(michela pallonari – cesare pizza)

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