Emettendo una fattura nei confronti di un cliente privato, mi sono resa conto di aver saltato il numero della fattura e quindi dalla n. 10 sono passata direttamente alla n. 12. Posso incorrere in sanzioni?

La risposta è senz’altro negativa come d’altronde abbiamo già chiarito in precedenza un paio di volte.
In particolare, nel caso prospettato la normativa di riferimento non prevedecioè alcuna sanzione, perché ci troviamo dinanzi a una violazione “meramente formale”, non essendo tale violazione suscettibile evidentemente di ostacolare l’attività di controllo, anche solo in via puramente astratta.
Per le violazioni “meramente formali”, infatti, l’art. 6 del D.Lgs. 472/1997 dispone espressamente la non punibilità, proprio perché sono infrazioni che non possono pregiudicare l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria, non incidendo minimamente sulla determinazione della base imponibile, e dunque neppure dell’imposta e per ciò stesso – ed è quel che conta – sul concreto versamento del tributo.
Per completezza ricordiamo che, il Sistema di Interscambio [SDI]-  quando riceve una fattura emessa da un contribuente – non effettua in realtà alcuna verifica circa la corretta sequenza ma si preoccupa di controllare soltanto l’eventuale duplicazione di una fattura emessa, quindi del nome del file XML con cui essa è  stata trasmessa e/o della presenza effettiva di un’altra fattura identica in termini di numerazione.
Per concludere, insomma, il salto di numerazione costituisce semplicemente – giova ribadirlo –  una violazione meramente formale: di qui, come detto, la sua non punibilità, differentemente, ad esempio, dal caso di emissione di una fattura attiva dopo il dodicesimo giorno.

 

(andrea raimondo)

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