A 50 metri dalla farmacia c’è un locale che vorrei acquistare per utilizzarlo per erogare i nuovi servizi o almeno parecchi di quelli previsti dalla legge. Purtroppo, però, al momento non ho la possibilità di acquistarlo e avrei quindi pensato di prenderlo in locazione, tentando di inserire nel contratto una soluzione di cui avete parlato anche voi tempo fa, ed è quella secondo cui potrei ricevere dal locatore, in caso di vendita e di esercizio da parte mia del diritto di prelazione, uno sconto sul prezzo.

La tipologia di locazione di cui Lei sta parlando è verosimilmente quella del c.d. rent to buy, che peraltro è una figura contrattuale che comincia a essere abbastanza gettonata.

Saremmo dunque dinanzi a un contratto d’affitto con riscatto in cui il locatore consegna l’immobile immediatamente al possibile/probabile futuro acquirente che tuttavia, per il momento, si obbliga semplicemente a pagare il canone pattuito, né più né meno di quel che prevede generalmente un contratto di locazione, abitativa o commerciale che sia.

Ma successivamente, ed è qui la differenza rispetto al classico contratto di locazione, dopo un periodo di tempo concordato già all’interno del contratto stesso, il conduttore – sempreché decida di dare esecuzione alle ulteriori e specifiche pattuizioni in esso contenute, che per il conduttore è naturalmente una mera facoltà e quindi in realtà quello concesso al conduttore non è un diritto di prelazione [del resto riconosciutogli direttamente dalla legge di settore], ma un’opzione – avrà diritto di detrarre dal prezzo di acquisto, anch’esso già indicato nel “rent to buy”, tutti [o soltanto alcuni, se così pattuito] i canoni già corrisposti.

Il Suo, comunque, è un progetto che – almeno in astratto e dando ovviamente per scontato che questo “locale distaccato” sia ubicato all’interno della sede di pertinenza della farmacia – ci pare pienamente condivisibile, ancor più se teniamo conto che la disciplina con cui ha regolato i “locali distaccati” la Lombardia [come abbiamo visto ampiamente nella Sediva News del 15.11.2023: “Fuga in avanti della Lombardia sui locali distaccati”] dovrebbe estendersi via via anche alle altre regioni.

Attualmente, però, nella Sua regione le cose stanno diversamente perché il Lazio è ancora fermo a quanto disposto con D.D. della Regione G09733 del 14 luglio 2023, illustrata nella Sediva News del 20.07.2023 [“Anche nel Lazio diventano ora utilizzabili dalle farmacie locali distaccati…”], alla quale d’altra parte si è allineata alcuni giorni fa – con DGR n. 69 del 29.01.2024 – anche la Regione Veneto, che infatti ha dettato in sostanza una disciplina molto vicina a quella laziale ma “liberando”, e non è poco, la farmacia da alcuni dei lacci e lacciuoli del Lazio e di altre regioni sui locali utilizzabili appunto per l’erogazione dei “nuovi servizi”.

Ma, ripetiamo, il futuro dei “locali distaccati” crediamo sia quello della loro utilizzabilità da un “Centro sociosanitario polifunzionale a servizio delle comunità nonché come punto di raccordo tra Ospedale e territorio e front office del Servizio Sanitario Nazionale”, come definì la farmacia l’ormai famoso Accordo Stato Regioni 17.10.2019, con la possibilità quindi – quel che per ora è circoscritto nelle regioni diverse dalla Lombardia ai soli locali interni delle farmacie – di adibirli allo svolgimento di tutte le professioni sanitarie diverse da quelle “prescrittrici”.

(cesare pizza)

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