I soci della srl in cui lavoro da oltre quindici anni e in cui da tempo svolgo il ruolo di direttore responsabile della farmacia hanno mostrato interesse per un mio coinvolgimento nel capitale in misura, credo, non superiore al 25%.
La valutazione che danno a questa quota è proporzionale al valore dato all’intera farmacia che peraltro è un valore comunque corretto.
Per me si tratta ora di reperire tutti i fondi per pagare la quota tentando di arrivare appunto fino al 25% prospettatomi e mi chiedo se potrei a questo scopo ammortizzare gli utili che mi verranno riconosciuti in futuro come socio e pagare il resto tutto o quasi tutto con le mie attuali disponibilità e magari con la conservazione dell’attuale stipendio e conseguente TFR.
Vorrei infatti anche sapere se sia possibile, una volta diventato socio della srl, mantenere la direzione della farmacia e il relativo trattamento retributivo.
Non potendo effettuare una disamina troppo articolata, come richiederebbero in realtà i vari quesiti che vengono posti nella Sua email, ci limitiamo a una rapida analisi [anche perché quesiti del genere ne abbiamo già affrontati e possiamo pertanto attingere dallo “storico” del ns Piazza Pitagora], confidando tuttavia in una sua sostanziale esaustività.
Intanto, è chiaro che non è in ogni caso possibile operare un qualunque “ammortamento” degli utili della srl di Sua (futura) pertinenza, trattandosi di un’operazione tra persone fisiche – cioè tra Lei e il socio o i soci che Le cederanno la quota – un’operazione perciò alla quale la srl resterà sempre estranea; per di più, la distribuzione dei dividendi va deliberata annualmente con apposito verbale assembleare [anche se ovviamente non abbiamo potuto consultare lo statuto…] e non è sicuro che la maggioranza del capitale sociale – cui Lei verosimilmente non potrà “appartenere”, almeno nei primi tempi – intenda procedervi ogni anno e per l’intero ammontare degli utili di bilancio.
Insomma, da questo versante Lei non dovrebbe ricevere aiuti certi nel reperimento, se pur diluito nel tempo, dei fondi necessari all’acquisto, cosicchè diventa un’ipotesi percorribile – oltre che utile e pragmatica alla “causa” – mantenere il Suo attuale rapporto di lavoro dipendente [se del caso chiedendo alla srl un anticipo anche cospicuo del TFR maturato sin qui], quel che Le assicurerebbe dei flussi finanziari mensili in grado di permetterLe di far fronte ratealmente alle obbligazioni assunte con l’acquisizione delle quote.
Senonché, attenzione, perché Lei possa rendere compatibile il rapporto di lavoro con la srl e l’assunzione dello status di socio, è necessario, anzi imprescindibile, che non assuma ruoli di rappresentanza e/o amministrazione, o comunque apicali, nell’apparato della srl, perché diversamente verrebbero a mancare alcuni degli elementi costitutivi di un rapporto di lavoro subordinato.
Quella del mantenimento di quest’ultimo potrebbe rivelarsi, in ultima analisi, una soluzione per Lei conveniente anche dal punto di vista previdenziale, tenuto conto che oggi, come il quesito riferisce, Le mancano soltanto pochi anni per compiere il periodo contributivo minimo di 20 anni, imprescindibile – come noto – per potersi veder riconoscere a tempo debito dall’Inps [ma naturalmente anche dall’Enpaf] i trattamenti pensionistici di vecchiaia.

(gustavo bacigalupo)

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