Ho due domande in merito all’Enpaf: in quali casi ho diritto a una riduzione del contributo ordinario all’Enpaf? Inoltre, ho letto che è possibile versare una contribuzione all’Ente maggiorata rispetto a quella ordinaria e però vorrei sapere se versando di più scatta la possibilità per l’iscritto di anticipare il diritto a maturare la pensione.

 

Intanto, come tutti voi ben sapete, il contributo previdenziale dovuto all’Enpaf è stabilito in cifra fissa e non è rapportato al reddito prodotto, ma– fatta esclusione per i titolari di farmacie in forma individuale, per i soci di società titolari di farmacie private ai sensi della l. 362/91 e per i collaboratori di impresa familiare – possono chiedere una riduzione del contributo:

  • nella misura, a loro scelta, del 33,33% o del 50% o dell’85%, gli iscritti che esercitino un’attività professionale per la quale siano assoggettati per legge all’assicurazione generale obbligatoria [ad esempio, un farmacista che sia dipendente della Sediva] o ad altra forma di previdenza obbligatoria [come nel caso, per fare un altro esempio, del farmacista che collabori con una pubblicazione periodica o amministri un condominio, ricevendone in ambedue ipotesi compensi naturalmente estranei alla professione ma proprio per questo assoggettati alla contribuzione prevista per la gestione separata presso l’INPS];
  • sempre nella misura del 33,33% o del 50% o dell’85%, e sempre a loro scelta, gli iscritti che si trovino in condizione di disoccupazione involontaria con inserimento nelle liste anagrafiche dei competenti Centri per l’impiego; tuttavia, la riduzione massima dell’85% può essere conservata per non più di cinque anni contributivi complessivi e, una volta superato questo periodo, il soggetto che permanga in stato di disoccupazione ha diritto alla minore riduzione del 50% [venendo così sostanzialmente equiparato all’iscritto che non eserciti alcuna attività professionale];
  • nella misura del 33,33% o, come abbiamo appena esemplificato, del 50%, gli iscritti che non esercitino alcuna attività professionale;
  • nella misura del 33,33% ovvero del 50%, gli iscritti che siano titolari esclusivamente di pensione erogata da un ente di previdenza diverso dall’ENPAF e non esercitino attività professionale.

Beninteso, qualora si optasse per una riduzione della contribuzione, va da sè che si avrà diritto a una prestazione pensionistica proporzionalmente diminuita.

Ora, per rispondere anche alla seconda parte della  Sua email, la scelta volontaria di versare una quota maggiorata rispetto a quella dovuta non rileva ai fini della maturazione dei requisiti di anzianità contributiva necessari per maturare il diritto alla percezione del trattamento pensionistico, ma comporta soltanto un coefficiente di pensione più alto e di conseguenza un maggior trattamento pensionistico, fermo il rispetto dei requisiti di anzianità contributiva e/o anagrafica.

 

(cesare pizza)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!