Ho accumulato 3 giorni di incasso della farmacia e ora mi trovo a dover versare i contanti in banca, ma la somma supera i 5.000 euro. Potrei incorrere in sanzioni, al momento del versamento di tali somme?

 La risposta al quesito non può che essere negativa, ma solo se nell’operazione interviene un intermediario finanziario [come ad esempio banche, Poste italiane S.p.a. ecc.].

  • Dal 1° gennaio 2023, infatti, il limite dell’utilizzo del contante tra le parti [senza l’intervento, appunto, di un istituto finanziario] è fissato nella misura massima di euro 4.999,99. Oltre tale limite, è evidente l’incorrere in sanzioni.
  • Tale limite, previsto dalla normativa antiriciclaggio, opera anche nel caso di operazioni artificiosamente frazionate nel tempo ma riconducibili alla medesima operazione [si pensi, a solo titolo esemplificativo ad una fattura di un fornitore, non sorretta da un contrato scritto, di euro 6.000 che viene pagata in contanti a distanza di pochi giorni in 3 tranche di euro 2.000, salvo che tale dilazione di pagamento non sia la conseguenza di un preventivo accordo tra le parti].
  • E’ bene sottolineare, tuttavia, che spetta all’Amministrazione finanziaria valutare l’esistenza di elementi tali da configurare se un frazionamento di pagamenti sia posto in essere per fini puramente elusivi (profilo sanzionabile) o se sia frutto di un preventivo accordo negoziale tra le parti (profilo non sanzionabile).
  • In alcune situazioni si può derogare al citato limite di utilizzo del contante, come ad esempio quelle, lo ripetiamo, frutto di un preventivo accordo negoziale fra le parti o quelle legate all’esistenza di un contratto scritto – si pensi a un c.d. contratto di somministrazione – che preveda un corrispettivo superiore a 5.000 euro ed un pagamento rateizzato. In tal caso sarà possibile effettuare i singoli versamenti, sempre unitariamente inferiori ad euro 5.000, ma complessivamente superiori a tale importo.

Da ultimo, è utile soffermarsi sui profili sanzionatori nei confronti di chi contravviene alle disposizioni sulle limitazioni all’uso del contante, introdotti dal D. Lgs. n. 231/2007 [c.d. “Decreto Antiriciclaggio”], che prevedono l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 50.000 euro [art. 63, comma 1], valori che sono per di più quintuplicati (!) in caso di violazioni riguardanti importi superiori a 250.000 euro [art. 63, comma 6].

 

(mario astrologo)

 

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