Recentemente abbiamo avuto dei danneggiamenti nel parcheggio condominiale scoperto, l’amministratore sentiti i “capiscala” ha installato due telecamere di videosorveglianza senza avere l’approvazione dell’assemblea, ma un condomino ha contestato il suo operato con una pec. Chi ha ragione?

Recentemente la l. n. 220/2021 ha introdotto l’art. 1122 ter del cod. civ., con il quale ha disciplinato l’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle aree comuni degli edifici.
In particolare, secondo tale disposizione, per procedere all’installazione di telecamere di videosorveglianza nel condominio è oggi necessaria l’approvazione dell’assemblea condominiale in conformità al disposto del secondo comma dell’art. 1136, per il quale “sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio”.
Sul punto specifico è anche intervenuto il Garante della Privacy chiarendo [“ove occorrer possa”] che, per poter installare un impianto di videosorveglianza delle/nelle parti comuni, è necessaria la delibera assembleare che definisca altresì le caratteristiche principali del trattamento e individui le modalità e le finalità di quest’ultimo, i tempi di conservazione delle immagini riprese, nonché i soggetti autorizzati a visionarle.
Rispondendo al quesito, ha quindi ragione quel condòmino “contestatore” e all’amministratore – sempreché il Condominio confermi il suo intendimento – non resterà che convocare quanto prima un’assemblea condominiale che deliberi la necessaria autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza specificando altresì, come detto, le modalità, le finalità, i tempi di conservazione e i soggetti autorizzati alla visione delle immagini.

(aldo montini)

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