Vorrei nei prossimi dieci anni detrarre le spese che sosterrò per la ristrutturazione dell’appartamento di proprietà di mia madre con cui attualmente convivo e ho già inoltrato, a mio nome, la Cila.
Visto che penso che tra 10 anni, ma anche prima, andrò a vivere da solo, e probabilmente mia madre deciderà di mettere l’appartamento in affitto e trasferirsi in una casa più piccola, volevo sapere se potrò comunque godere della detrazione delle spese sostenute.

La risposta è affermativa.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha chiarito, con la circolare n. 17/2023, che anche il convivente può beneficiare delle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio.
Per poter godere della detrazione – occorre precisarlo – lo status di convivente deve però sussistere al momento dell’apertura della procedura o alla data di inizio dei lavori di ristrutturazione e persistere nel momento in cui vengono sostenute le spese di ristrutturazione.
Anche per quel che concerne la Sua decisione di un possibile e futuro trasferimento e la scelta di Sua madre di mettere l’immobile in affitto dopo i lavori non dovrebbero porsi problemi di alcun genere.
Nella medesima circolare, per l’appunto, l’Ade ha specificato che i requisiti di disponibilità dell’immobile e dello status di convivente non è necessario che perdurino per tutto il tempo in cui si beneficia dell’agevolazione.

(cesare pizza)

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