È stato approvato, tra gli altri, anche lo schema del decreto legislativo di esecuzione della legge delega fiscale [n. 111/2023] riguardante gli accertamenti effettuati dall’Amministrazione finanziaria, a garanzia anche del rispetto dell’obbligo del contraddittorio tra Fisco e contribuente [principio, questo, peraltro derogato in talune ipotesi come in prosieguo meglio precisato] sancito da altro decreto legislativo contenente modifiche dello statuto dei diritti del contribuente.

In pratica, il procedimento di accertamento dell’imposta e delle sanzioni prevede la predisposizione da parte dell’AdE di uno schema di provvedimento da notificare al contribuente allo scopo di instaurare per l’appunto il contraddittorio obbligatorio e che contiene anche un invito alla definizione dell’accertamento con adesione.

Il contribuente esporrà le proprie osservazioni e all’esito dei relativi colloqui l’AdE proporrà un avviso contenente  l’importo delle maggiori imposte accertate che potrà essere accettato o meno dal contribuente: nel primo caso, le sanzioni sono ridotte a un terzo del minimo edittale, mentre nel secondo verrà emesso dall’AdE un avviso di accertamento definitivo che il contribuente potrà soltanto impugnare avanti la corte di giustizia tributaria territorialmente competente, essendogli a quel punto preclusa qualunque altra forma di definizione agevolata [ma nei fatti avendo però già “scoperto le carte” nei confronti del Fisco in sede di contraddittorio].

Sempre nell’ipotesi in cui si addivenga a un accordo, l’importo globalmente dovuto per a) imposte, b) interessi al saggio legale e c) sanzioni ridotte a un terzo può essere versato in otto rate trimestrali di pari importo se la somma complessivamente dovuta è inferiore a € 50.000, oppure in sedici rate trimestrali se superiore a € 50.000, ferma l’impossibilità di compensare le somme a debito con altri crediti di imposta.

Il versamento dell’unica o della prima rata deve essere effettuato entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di adesione e sulle altre rate sono dovuti gli interessi calcolati dal giorno successivo alla scadenza del termine del versamento della prima rata, cioè dal 21° giorno dalla sottoscrizione.

Laddove, invece, la verifica fiscale si concluda con un processo verbale di constatazione [pvc] – come nei casi di controlli della GdF presso i locali in cui il contribuente svolge la propria attività – è data facoltà a quest’ultimo di aderire alle conclusioni dei verificatori entro 30 giorni dalla consegna del pvc e in tal caso le sanzioni saranno ridotte ad un sesto del minimo edittale.

Nei successivi 60 giorni il Fisco predispone l’atto di definizione dell’accertamento e le imposte devono essere versate entro gli ulteriori successivi 20 giorni.

Anche in questo caso valgono le regole sopra descritte in ordine ai pagamenti rateali.

Altra novità riguarda gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta non spettanti o inesistenti, dato che il termine di decadenza a favore del Fisco [per esercitare la sua azione] viene esteso al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quella dell’utilizzo del credito recuperato.

Per di più, il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto senza poter compensare l’importo dovuto con altri crediti maturati dal contribuente e le somme non sono rateizzabili e, se non pagate, verranno iscritte nei ruoli straordinari con l’immediata notifica della relativa cartella di pagamento.

Tuttavia, anche gli atti di recupero dei crediti d’imposta possono essere definiti con adesione del contribuente e in questa evenienza le sanzioni vengono ridotte a un terzo del minimo edittale, ferma l’impossibilità anche in tale ipotesi di avvalersi della compensazione e della rateazione.

Viene altresì ribadita, con l’introduzione di un’apposita norma, la notifica degli atti fiscali – a mezzo PEC – al domicilio digitale risultante dai registri tenuti dall’INI-Pec [N.B. – Come si vede, e ci piace ribadirlo ancora una volta per l’estrema importanza di questa precisazione, il vostro domicilio digitalel’unico al quale vengono/verranno notificati gli atti fiscali che vi riguardano – è sempre e soltanto quello rilevabile/risultante dal registro tenuto dall’INI-Pec, e questo anche nell’ipotesi in cui voi optiate per una Pec “volontaria” come diciamo nel capoverso che segue].

Anche i “privati” [diversi cioè dai professionisti iscritti in albo e dalle imprese, individuali o societarie] possono appunto, cioè hanno facoltà, di registrare telematicamente presso un altro registro, l’INAD, il proprio indirizzo PEC che costituirà – ma, ripetiamo, questo vale solo per i “privati” e perciò non vale per i professionisti e per le imprese e pertanto non vale neppure per le farmacie – il domicilio digitale presso cui gli atti fiscali verranno notificati sempre a mezzo PEC.

Inoltre, nell’ipotesi in cui la casella PEC risulti piena, l’Ufficio effettua un secondo tentativo decorsi almeno sette giorni dal primo invio e, se anche questo tentativo non raggiunge l’obiettivo sempre a causa della saturazione della casella di posta elettronica, l’AdE notifica l’atto [se si tratta di “privati”, come sopra detto] secondo le regole tradizionali, e dunque tramite messo o servizio postale, mentre – per chi risulta iscritto all’INI-Pec – l’atto inutilmente notificato sarà depositato telematicamente per 15 giorni presso l’Info-Camere e verrà comunicato al destinatario a mezzo lettera raccomandata l’intervenuto deposito.

Insomma, diventa sempre più importante – anche se per la verità lo è sempre stato, come abbiamo tentato di rimarcare ripetutamente in questi anni – il monitoraggio costante, pressoché giornaliero, della propria casella PEC per evitare “sorprese”, come invece il nostro Studio è purtroppo costretto troppo spesso a registrare.

E, se ci riflettiamo un momento, sembra davvero inconcepibile che – nonostante la ribadita e indiscutibile importanza del controllo della propria casella Pec [quella per le farmacie rilevabile dall’INI‑Pec, lo ripetiamo fino alla noia] – la negligenza di qualcuno di voi nell’adempimento di questa incombenza possa tuttora e tutt’oggi comportare le conseguenze anche gravi derivanti dal mancato o incostante controllo della propria Pec.

(stefano lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!