Mia figlia, attualmente lavoratrice nella farmacia, necessita di assistenza in casa per i figli piccoli, e mi chiede se è possibile portare in deduzione i contributi versati per la colf nonostante sia stata assunta tramite agenzia ed il pagamento avvenga sul mio conto corrente.

I contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici – come colf e/o giardinieri – o all’assistenza personale di anziani e/o disabili – come baby-sitter e badanti – sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF, nel limite massimo ben noto di 1.549,37 euro, come stabilito nell’art. 10, comma 2, del D.P.R. 917/1986 [v. Sediva News del 19.06.2023].
Venendo allora al quesito, ci pare si debba rispondere senz’altro affermativamente, in quanto [come indicato nella circolare dell’Agenzia delle Entrate del 4/04/2017 e del 8/07/2020] anche i contributi previdenziali pagati per figure del lavoro domestico fornite da un’agenzia interinale sono deducibili, a condizione però che si tratti di importi rimborsati all’agenzia stessa e che quest’ultima fornisca una certificazione con le somme pagate, i dati anagrafici e il codice fiscale sia del soggetto che effettua il pagamento (il c.d. utilizzatore) che del lavoratore.
Confermiamo anche che, come indicato nella risposta a interpello n. 278 del 19/07/2019 dell’Agenzia delle Entrate, questi contributi sono deducibili anche quando siano pagati da soggetti terzi, come il figlio dell’anziano genitore, anche se ovviamente è quest’ultimo – come datore di lavoro [a meno che questi non sia il figlio stesso] – ad aver diritto alla deduzione.

(francesco sonnino silvani)

… e la deduzione spetta agli eredi per i contributi a carico del de cuius pagati successivamente all’apertura della successione

Dopo il decesso di ns. padre, io e mio fratello abbiamo versato i contributi INPS per la domestica/badante che lo assisteva e di cui formalmente era lui il datore di lavoro. Tra qualche giorno scade il termine per la dichiarazione e noi portiamo in deduzione anche l’importo di questi contributi.
Voi ne avete parlato recentemente e vorremmo quindi sapere se questa nostra scelta è corretta.

Nella Sediva News del 19.06.2023 – cui voi forse vi riferite – abbiamo ricordato che sono deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali versati per i lavoratori domestici [quelli menzionati nella Sediva News di oggi stesso e che vedete pubblicata qui sopra].
Ma naturalmente, è chiaro, la deducibilità – fermo anche qui il solito tetto di 1.549,37 euro – è sempre circoscritta all’importo dei contributi che sono effettivamente a carico del datore di lavoro e perciò non è deducibile l’ammontare che grava sul lavoratore domestico anche quando il versamento all’INPS – come spesso accade – sia interamente effettuato dal datore di lavoro.
Quando al vs. caso specifico, la deduzione – concernendo, come detto, i contributi effettivamente versati, quindi in applicazione del solo principio di cassa – riguarda, senza tener conto della competenza dei trimestri, tutti contributi comunque da voi liquidati all’INPS per vostro padre, anche perciò se relativi a trimestri precedenti al decesso.
Come vedete, dunque, la vostra scelta in sede di dichiarazione dei redditi è corretta.

(andrea raimondo)

 

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