Mi sono appena reso conto che il Registratore Telematico della farmacia non ha trasmesso – e non è purtroppo la prima volta – i corrispettivi della chiusura giornaliera del 14 novembre 2020. Il tecnico abilitato mi ha riferito che potrò inserire tali dati direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Mi sapreste dire come fare?

Il problema che il quesito solleva è in realtà molto più frequente di quanto fosse e sia lecito attendersi, anche se nel Suo caso varrebbe forse la pena intervenire con energia nei confronti del fornitore del RT.
Infatti, dopo l’introduzione degli obblighi di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri previsti dal D.Lgs. n. 127/2015, gli operatori [e quindi anche tutte le farmacie] si trovano non di rado ad affrontare una serie di problematiche di carattere tecnico e pratico, dovute proprio – il più delle volte – al non corretto funzionamento dei Registratori Telematici.
Ne parliamo quindi dettagliatamente, replicando comunque quanto già altre volte [in particolare v. Sediva News del 16/07/2019] abbiamo avuto occasione di rilevare.

Le Soluzioni
Le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate [nella loro ultima versione 10.0, aggiornata al 10/06/2020] prescrivono dal canto loro che la trasmissione dei dati giornalieri deve avvenire entro 12 giorni dalla data di memorizzazione dei corrispettivi per mezzo dei Registratori Telematici, ovvero, lo ribadiamo, avvalendosi delle apposite procedure di emergenza all’interno del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
Ed è appunto una di queste procedure di emergenza previste che dovrà essere da Lei attivata al fine di trasmettere i dati dei corrispettivi non inviati dal Suo RT il 14 novembre 2020.
Tuttavia, per definire quale sia la corretta procedura da adottare, sarebbe utile capire se la mancata trasmissione dei dati sia dipesa da un problema connesso alla rete internet oppure da un malfunzionamento [seppur momentaneo] del RT.
Infatti, le stesse specifiche tecniche citate precisano che, nella prima ipotesi, si dovrà ricorrere alla procedura di emergenza di “Assenza di rete” e, nella seconda, fare ricorso a quella denominata “Dispositivo fuori servizio”.
In ogni caso, visto che dal quesito non si possono ricavare altri dati circa la causa della mancata tempestiva trasmissione telematica da parte del RT, diamo qui di seguito una descrizione di ambedue le procedure di emergenza.

  • Assenza di rete

La prima procedura è destinata agli esercenti che, per problemi di rete [dovuti all’operatore internet utilizzato e/o alla connettività del dispositivo], non siano riusciti a trasmettere i corrispettivi – dopo la loro corretta memorizzazione, s’intende – nei termini stabiliti dalla legge.
In queste evenienze l’esercente ha la possibilità di estrarre il file xml correttamente predisposto e sigillato elettronicamente dal RT e inviarlo “esternamente” all’Agenzia delle Entrate.
Per far questo occorre dapprima entrare nel portale di “Fatture e Corrispettivi

[accedendovi con le proprie credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle Entrate], e da qui direttamente nell’area “Corrispettivi”, successivamente  cliccare su “vai a Corrispettivi”,

scegliere poi “Gestore ed Esercente” e cliccare infine su “Accedi ai servizi”.

Ci troviamo ora nell’area “Servizi per Gestore ed Esercente”, da dove si dovrà selezionare [dal menu a sinistra] “Procedure di emergenza” e poi ancora “Assenza di rete”.

A questo punto verrà visualizzata la seguente schermata:

 

Da qui si potrà caricare il file xml sigillato e precedentemente trasferito dal RT al pc tramite un dispositivo esterno (USB o altro).
Cliccando poi su “Scegli file”, e infine sul pulsante “Invia”, si consentirà quindi all’Agenzia delle Entrate di ricevere il corrispettivo (o i corrispettivi) del giorno in questione memorizzato/i e non inviato/i per l’appunto per “Assenza di rete”.

  • Dispositivo fuori servizio

Con tale procedura, come accennato, è possibile gestire la trasmissione dei dati dei corrispettivi per i RT che abbiano rilevato malfunzionamenti tali da impedirne la memorizzazione elettronica e il loro conseguente invio.
Come molti probabilmente rileveranno, questa è una funzionalità che in pratica opera un po’ come il vecchio “registro per il mancato funzionamento del misuratore fiscale”, anche se – attenzione – la tenuta di questo registro, almeno formalmente, non viene meno.
E ora veniamo alla procedura vera e propria, che, per una sua corretta attivazione, si compone essenzialmente di queste due operazioni [da compiere sempre all’interno del portale Fatture e Corrispettivi].

>la prima consiste nel mettere preliminarmente il RT “Fuori Servizio”.

A questo scopo, dall’ area “Gestore ed Esercente” [a cui si giunge seguendo il percorso descritto nella procedura “Assenza di rete”] occorre in primo luogo selezionare la voce “Ricerca dispositivo” dal menu di sinistra e, nella schermata successiva, cliccare sul pulsante (blu) “Ricerca dispositivo”, visualizzando così l’ “Elenco dispositivi ricercati” da cui  cliccare direttamente sullo specifico “Id dispositivo” riferito al RT per il quale si vuole intervenire.
Dalla schermata successiva [che verrà visualizzata in basso sulla destra] si dovrà cliccare su “Cambia stato” e, in quella ulteriormente successiva, selezionare l’“Evento” chiamato “FUORI SERVIZIO”

[N.B.: si presti attenzione a non cliccare né su DISATTIVAZIONE né su DISMISSIONE], indicando altresì nel “Dettaglio” anche la “Data e ora”, e infine cliccare su “Invia”;

>la seconda operazione, che segue ovviamente la prima, consente la trasmissione vera e propria dei dati dei corrispettivi giornalieri non trasmessi dal dispositivo malfunzionante.
Ora, sempre dalla detta area “Gestore ed Esercente”, dal menù a sinistra si dovrà selezionare la voce “Procedure di emergenza”, ma qui, differentemente dall’ipotesi “Assenza di rete, si dovrà questa volta cliccare su “Dispositivo fuori servizio”, per poter visualizzare così l’immagine sotto riportata:

A questo punto si dovrà:

  1. compilare, perché obbligatori, i tre campi contrassegnati con un asterisco, e cioè:
    • l’“Identificativo dispositivo”, che è la matricola alfanumerica dell’“Id dispositivo” del RT selezionato nella prima operazione [e che le farmacie assistite potranno rilevare anche direttamente su Skynet nella sezione Registratori Telematici];
    • la “Data ora di rilevazione”, che dovrà coincidere con il momento esatto, ma comunque successivo alla “Data e ora” in cui il dispositivo è stato messo “Fuori servizio” nella prima operazione e
    • l’“Importo parziale €”, che a sua volta:
      • corrisponderà al totale dei corrispettivi al lordo dell’IVA, nel caso in cui l’esercente applichi la ventilazione dei corrispettivi [come naturalmente la stragrande maggioranza delle farmacie], oppure,
      • sarà pari al totale dei corrispettivi giornalieri al netto dell’Iva, qualora non operi la ventilazione.
  1. compilare, perché pure obbligatori, anche i tre campi contrassegnati con due asterischi (“Aliquota IVA”, “Natura” e “Ventilazione IVA”: però, come accennato, la gran parte delle farmacie indicheranno evidentemente solo “Ventilazione Iva”), anche se, si badi bene, la compilazione di uno dei tre esclude la compilabilità degli altri due;
  2. compilare inoltre il campo “Imposta IVA” ma solo quando, come d’altronde è intuitivo, è stato compilato il campo “Aliquota IVA”,  che a sua volta non è compilabile – lo abbiamo detto – se è attivo il flag di “Ventilazione IVA”;
  3. compilare da ultimo anche il campo “Riferimento normativo”, ma soltanto per le operazioni previste dall’art. 21, comma 6, DPR 633/72, che sostanzialmente – per le farmacie – sono quelle esenti iva [es. servizi non imponibili svolti da operatori sanitari in farmacia] e le cessioni all’estero.

N.B. – Nella compilazione dei campi sopra indicati potrà darsi il caso che in una stessa giornata si siano realizzate più operazioni di natura diversa [ad esempio assoggettate ad iva oppure esenti iva]: in tale ipotesi vanno compilate tante righe [cliccando su “+Aggiungi riga”] per quante tipologie di operazioni sono state poste in essere nella giornata.

Da ultimo, una volta effettuate le dette operazioni, si dovrà cliccare su “Invia” così da permettere all’Agenzia delle Entrate di ricevere il corrispettivo della giornata interessata.

Le Sanzioni

Avendo avuto modo di scegliere attentamente la procedura di emergenza più adatta all’evento che ha causato il mancato invio dei corrispettivi del 14/11/2020, veniamo infine agli aspetti sanzionatori che conseguono alla trasmissione oltre i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione prescritti dalla normativa [cfr. art. 2, comma 6-ter, del D.Lgs. 127/2015] e dalle specifiche tecniche citate.
Infatti, secondo il combinato disposto dell’art. 2, comma 6 del D.Lgs. n. 127/2015 e dell’art. 6, comma 3 del D.Lgs. n. 471/1997, si dovrà corrispondere, come nel caso esposto nel quesito, la sanzione amministrativa pari al 100% (*) dell’Iva riferita ai corrispettivi non comunicati tempestivamente, con un minimo di 500 euro, fatta salva naturalmente la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso [con le consuete riduzioni ad 1/9 nel caso di pagamento entro 90 giorni, ad 1/8 nel caso in cui questo avvenga entro un anno, ad 1/7 laddove il versamento sia effettuato entro due anni e ad 1/6 qualora questo avvenga oltre due anni dalla violazione].

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(*) Ma, attenzione: il testo della legge di Bilancio 2021, che il Senato sta varando in queste ore, prevede la riduzione di tale percentuale dal 100% al 90%, cosicché, per il ben noto “favor rei” che vale anche qui, in realtà la sanzione anche per infrazioni commesse prima d’ora, proprio come nel caso del quesito, deve ormai ritenersi definitivamente ridotta al 90%.
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Per completezza espositiva, ricordiamo anche che la norma, oltre a definire le sanzioni da applicare, prescrive che il contribuente non in regola con i corrispettivi telematici può incorrere anche nelle c.d. sanzioni accessorie previste dall’art. 12, comma 2 del D.Lgs. 471/1997, le quali prevedono la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio delle attività [immediatamente esecutiva]:

per un periodo da tre giorni a un mese nel caso di quattro violazioni nel quinquennio;

– per un periodo da uno a sei mesi, qualora i corrispettivi irregolari superino i 50 mila euro.

Aggiungiamo anche che il ravvedimento operoso, oltre a regolarizzare la violazione commessa con consistente abbattimento delle sanzioni pecuniarie dovute, scongiura – in caso di controllo – anche l’applicazione delle ben più gravi sanzioni accessorie appena elencate [Cfr. C.M. 180/E/98/110100 del 13/07/1998, Dipartimento entrate, Dir. centr. accertamento e programmazione].
Ci rendiamo ben conto di aver sottoposto il paziente lettore a una vera tortura se è riuscito a leggere queste note fin qui, ma del resto non tutto può essere assolto dai commercialisti o altri professionisti e quindi è necessario darsi carico di sapersi muovere almeno un po’ anche in una giungla così fitta come quella che abbiamo appena tentato di sintetizzare.
Certo è, in definitiva, che – proprio per la frequenza di vicende del genere – bisogna tentare di “impadronirsi” anche di notazioni lunghe e noiose come queste [come nostro cadeau di fine d’anno…], perché prima o poi potranno purtroppo tornare utili.
Può essere dunque opportuno conservare questo testo e ancor prima tentare di far proprio il suo contenuto.

(Studio Associato)

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Un felice Nuovo Anno a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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