La tinteggiatura del muretto di cinta, con relativa cancellata, di una villetta può rientrare tra i lavori agevolabili secondo il bonus facciate?

La risposta è negativa, perché l’intervento prospettato non riguarda una struttura opaca della facciata e di conseguenza le spese sostenute non sono ammesse al beneficio in argomento.
Infatti, per essere agevolabili gli interventi possono bensì riguardare – oltre naturalmente alla facciata vera e propria – anche finestre, grate, portoni e cancelli, recinzioni, tetti e muri di cinta, e però soltanto se realizzati esclusivamente sulle “strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi
Ribadendo inoltre quanto già anticipato a suo tempo [v. Sediva news del 20/03/2020], il bonus facciate è un’agevolazione per soggetti Irpef e Ires consistente in una detrazione dalle imposte pari al 90% delle spese sostenute (senza alcun limite) per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, documentate nell’anno 2020 e da ripartire in 10 quote annuali di pari ammontare.
Nella realtà, del resto, l’agevolazione [come specificato anche nella cm n. 2/E/2020] spetta per i lavori volti al recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi comunque anche quelli strumentali, purché ubicati nelle zone A o B (*) previste dal dm n. 1444/1968.

(*) N.B. – La Zona A comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.
Diversamente la Zona B include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A: in particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

In particolare, sono ammessi:

  • i lavori sulle strutture opache della facciata: a) di sola pulitura o tinteggiatura esterna; b) influenti dal punto di vista termico; c) o che comunque interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;
  • i lavori su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi anche quelli di sola pulitura o tinteggiatura.

Il bonus riguarda pertanto gli interventi effettuati sull’involucro esterno e visibile dell’edificio, e perciò sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile.
Inoltre, come specificato anche qui dall’Agenzia delle Entrate [con le Risposte n. 418 e n. 434 del 2020], l’agevolazione spetta anche nel caso di lavori su facciate interne purché visibili dalla strada o suolo pubblico, e però in ogni caso sono esclusi gli interventi di riverniciatura di scuri e persiane.
L’Amministrazione finanziaria, con la Risposta n. 289, ha anche confermato l’ammissibilità all’agevolazione delle spese per il rifacimento della copertura del piano di calpestio del balcone e per la sostituzione dei pannelli in vetro che ne costituiscono le pareti perimetrali, nonché per la ritinteggiatura delle intelaiature metalliche che sostengono i pannelli di vetro perimetrali e per la tinteggiatura e stuccatura della parete inferiore del balcone, in quanto opere accessorie e di completamento dell’intervento nel suo insieme, i cui costi sono strettamente collegati alla realizzazione dell’intervento stesso.
Rientrano tra quelle agevolabili anche le spese per effettuare le perizie e i sopralluoghi, per il rilascio dell’attestato di prestazione energetica, per l’installazione dei ponteggi e per lo smaltimento dei materiali rimossi nell’esecuzione dei lavori.
Infine, l’art. 121 del Decreto Rilancio ha introdotto, è bene ricordarlo, la possibilità – ma soltanto, è chiaro, per coloro che possono beneficiare del bonus facciate – di poter optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo ovvero per la cessione del credito d’imposta ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Ed è anche questa opzione che – a quanto pare – sta invogliando, come del resto anche il superbonus 110%, qualche azienda [apparsa sul mercato nell’ultima ora…] ad “apparecchiare” progetti molto articolati di riqualificazione degli immobili abitativi o appunto di rifacimento delle facciate.

(marco righini)

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