Con la recente Circ. 26/E del 15/10/2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti notazioni sul regime di esenzione iva dei beni considerati necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica in corso: il tema per le farmacie è di rilievo e merita pertanto dar conto di questi chiarimenti ufficiali.
Ora, come noto, gli acquisti di tali beni dal 19/5/2020 al 31/12/2020 [fatte salve naturalmente ulteriori proroghe non del tutto improbabili, considerato il protrarsi dell’emergenza sanitaria] sono esenti da iva e con diritto alla detrazione dell’imposta eventualmente assolta all’acquisto [qualora questo sia avvenuto prima del 19/05/2020], per essere assoggettati dall’1.1.2021 -cioè a regime ma l’impressione è che il “regime” potrà tardare…- ad iva con aliquota 5%.
Non pochi dubbi sono sorti su come debbano individuarsi correttamente i prodotti in questione; e qui  possono evidentemente tornare utili i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria con il citato documento di prassi.
Esaminiamoli sinteticamente con riferimento agli articoli/prodotti che con più frequenza si rinvengono in farmacia.

  • Termometri

Nella categoria rientrano tutti gli strumenti per la misurazione della temperatura corporea, restando perciò definitivamente chiarito che anche i termoscanner possono godere dell’esenzione.

  • Detergenti disinfettanti per mani

Nella vasta gamma dei prodotti/articoli che possono essere ricondotti a questa definizione/categoria, quelli agevolati sono soltanto i prodotti/articoli che hanno un’effettiva azione virucida o battericida volta a distruggere o eliminare i microorganismi; sono quindi esenti da Iva tutti i biocidi [conformi al Reg. UE 528/2012, noto come BPR: Biocidal Products Regulation] o i presidi medico-chirugici (PMC) e pertanto i soli prodotti con azione disinfettante, autorizzati in genere dal Minsalute o dall’ISS, che obbligatoriamente riportano in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
“Semaforo rosso”, quindi, per i comuni gel igienizzanti per le mani.

  • Mascherine

Sono esenti esclusivamente le mascherine chirurgiche certificate come dispositivo medico (DM) che rispettano la norma tecnica UNI EN 14683:2019 [ivi comprese quelle parificate dall’ISS ai sensi dell’art. 15, comma 2, D.L. 18/2020], nonché gli FFP2 e gli FFP3 qualificabili come DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) che rispettano la norma tecnica UNI EN149:2009 [ivi comprese, analogamente che per le “chirurgiche”, quelle parificate dall’INAIL  ai sensi dell’ art.15, comma 3, D.L. 18/2020: v. Sediva News del 16.10.2020].
Anche in questo caso “semaforo rosso” per le cosiddette “mascherine di comunità” [per le quali, sotto tutt’altro profilo, c’è stato invece un particolare “semaforo verde” della Cassazione, come vedremo meglio in un’altra circostanza] che scontano l’iva con aliquota ordinaria.

  • Dispenser a muro per disinfettanti

In realtà, nonostante la definizione della norma, godono dell’agevolazione tutti i distributori di disinfettanti che presentino elementi di ancoraggio e fissità, perciò non soltanto i dispenser assicurati al muro ma anche le piantane fissate al pavimento.
“Semaforo rosso”, dunque, per le colonnine di cartone su cui sono posizionati i normali flaconi dotati di dispenser.

  • Soluzione idroalcolica in litri

Sono i disinfettanti a base alcolica certificati/autorizzati come PMI o biocidi (BPR) normalmente utilizzati per la pulizia di rilevanti superfici oppure  in ambito sanitario, e per non scontare l’imposta devono essere a base di etanolo almeno per il 70%; la definizione data dalla norma “in litri” non significa che per godere dell’esenzione debbano essere venduti in… quantità industriale, ma semplicemente che devono fare riferimento al litro come unità di misura, cosicché sono vendibili in esenzione anche le confezioni ad esempio da mezzo litro oppure da 750 ml.

  • Perossido al 3% in litri

Sono disinfettanti (anche qui PMC o biocidi) a base di perossido (acqua ossigenata); per essere esenti devono avere una concentrazione non inferiore al 3% indipendentemente dal formato della confezione [che, però, deve sempre fare riferimento al litro come unità di misura, analogamente a quanto visto per le soluzioni idroalcoliche].

  • Strumentazione per diagnostica per covid 19

Anche i saturimetri (pulsossimetri e ossimetri) e i kit o gli strumenti per eseguire test sierologici che possono essere venduti in farmacia [ma per questi ultimi una nota del Minsalute ne riserverebbe attualmente la vendita al solo personale sanitario] rientrano nei beni ammessi all’esenzione.

  • Aghi e provette sterili.

Per gli aghi e le provette sterili, che possono costituire sia “strumentazione per accesso vascolare” che “strumentazione per diagnostica per COVID 19”, sorge un grosso interrogativo perché entrambi questi dispositivi medici non figurerebbero tra le voci doganali da assumere a riferimento per stabilire con esattezza se possano essere ricompresi tra quelli esenti fino al 31/12/2020 [e, come detto, soggetti ad aliquota 5% dal 1/1/2021, salve proroghe]; l’esatta classificazione merceologica richiederebbe un accertamento tecnico a cura dell’Agenzia delle Dogane su impulso dei contribuenti interessati – che del resto è quel che afferma una recentissima risposta ad un interpello dell’Agenzia delle Entrate – cosicché fino ad allora temiamo debbano ritenersi soggetti ad aliquota iva ordinaria (22%), se non altro per evitare, in questo clima di incertezza, contestazioni in caso di verifica.

  • Articoli di abbigliamento protettivo per attività sanitarie

I prodotti di questa categoria – piuttosto ampia – godono  dell’agevolazione se possono essere qualificati come dispositivi medici (DM) o DPI; per le farmacie, ricordiamo in particolare i guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi.
Tali beni sono agevolati anche se utilizzati in ambienti diversi da quello sanitario (lavoro, scuola): infatti la finalità sanitaria cui devono essere destinati ai fini dell’esenzione è rispettata egualmente, possedendo le caratteristiche tecniche idonee a garantire in primis la protezione degli operatori che li indossano dalla diffusione del virus.

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Questo in sintesi il quadro che ci interessava proporvi, ma è chiaro che anch’esso – come tante altre vicende “protagoniste” di questo periodo – è destinato a subire modifiche, in un senso o nell’altro.

(stefano civitareale)

 

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