Dal 6 novembre sarà più difficile per la P.A. rifiutare immotivatamente le fatture dei propri fornitori, farmacie comprese.

E infatti, con una modifica al regolamento del MEF sulla FEPA (Fattura Elettronica Pubbliche Amministrazioni) sono state introdotte specifiche cause di rifiuto delle fatture elettroniche che consentiranno di risolvere le numerose criticità segnalate nel corso del tempo  da molti fornitori nell’inoltro delle fatture ai propri committenti pubblici.

Ne guadagnerà indubbiamente l’efficienza del processo di spesa, dato che la certezza e l’obiettività dell’esito dei controlli delle fatture emesse dovrebbe senz’altro aumentare la velocità della procedura e favorire pertanto anche la puntualità dei pagamenti.

Ben presto, quindi, i soli motivi di rifiuto ammessi saranno esclusivamente:

l’inesistenza oggettiva dell’operazione, quando cioè la FE ricevuta dalla P.A. si riferisca a una operazione che non è stata posta in essere in favore del soggetto pubblico destinatario della trasmissione; e

l’omessa o inesatta indicazione, laddove richiesti obbligatoriamente ai fini della regolarità del documento, dei seguenti dati:

  • codice identificativo di gara (CIG) o Codice unico di progetto (CUP);
  • codice di repertorio di cui al Decreto Minsalute 21/12/2009;
  • codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e il corrispondente quantitativo di prodotto;
  • numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.

Inoltre, è previsto che le P.A. non possano in ogni caso rifiutare la fattura quando gli elementi informativi in essa contenuti siano correggibili mediante le procedure di variazione di cui all’art. 26 DPR 633/72 (Decreto IVA).

Il che significa, in sostanza,  che tutti gli altri possibili errori ed omissioni contenuti nella fattura – che possano essere motivo di contestazione di quest’ultima da parte della P.A. ricevente – dovranno essere gestiti con le note di variazione e con la ri-emissione di un documento corretto, alla stregua, per capirci, della fatturazione elettronica tra privati.

Un importante passo in avanti, insomma, verso l’equiparazione dei cittadini alla P.A. di cui si sentiva davvero il bisogno, tanto più in tempi così difficili.

(stefano civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!