[…per la magazziniera della farmacia con l’intera classe del figlio in quarantena]

Un compagno di classe del figlio di una magazziniera della farmacia è risultato positivo al Coronavirus ed è stata quindi disposta la quarantena per tutta la classe. La magazziniera vorrebbe rimanere in casa con lui durante il periodo della quarantena per verificare le sue condizioni. È previsto in questi casi un congedo particolare, come crediamo di aver letto?

È proprio così, e la circolare INPS n. 116 del 2 ottobre u.s. ha fornito le istruzioni appunto in tema di congedo parentale quando viene disposta la quarantena scolastica, anche se – come vedremo – c’è qualche ulteriore novità.

E però, perché possa essere richiesto in questi casi il congedo è necessario che vengano rispettati alcuni presupposti che l’INPS ha chiaramente indicato nel detto documento, a partire dall’età anagrafica del ragazzo dato che non si può usufruire di tale misura quando il figlio abbia più di quattordici anni.

Altro requisito riguarda l’attività lavorativa del genitore che intende fruire del congedo, che deve infatti avere un rapporto di lavoro dipendente in essere che non possa svolgere [o, meglio, che non svolga] in modalità agile – per capirci, in smart working – durante il periodo di fruizione del permesso, ed è proprio il caso della Vs. magazziniera.

È inoltre necessario che il genitore risulti effettivamente convivente con il figlio per tutta la durata della quarantena che oggi – a seguito degli ultimi Dpcm emanati – è di dieci giorni e non più quattordici; sempre a proposito della quarantena, l’INPS ha chiarito che essa dovrà essere stata disposta dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente.

Per i giorni di congedo viene corrisposta un’indennità pari al 50% dello stipendio del genitore che ne fruisce.

Ancora una notazione: l’altro genitore [il coniuge della magazziniera] può usufruire del congedo parentale solo nel caso in cui sia stata disposta la quarantena per un (eventuale) altro figlio, non quindi per lo stesso.

Questo regime è stato comunque parzialmente modificato a seguito dell’entrata in vigore del [temiamo, già “vecchio”…] Dl Ristori, il quale ha infatti esteso il limite d’età del figlio che si trova in quarantena da quattordici a sedici anni.

A questo riguardo l’art. 22 del provvedimento sancisce in particolare che, se il figlio ha un’età compresa tra i quattordici e i sedici anni, i genitori avranno diritto ad astenersi dal lavoro, ma “senza corresponsione di retribuzione o indennità, né riconoscimento di contribuzione figurativa”, anche se avranno diritto alla conservazione del posto di lavoro [ricordiamo del resto che il “blocco” dei licenziamenti, appena esteso al 31 gennaio 2021, sembra in queste ore fortemente destinato ad essere ulteriormente allungato fino alla fine di marzo].

Siamo in pieno work in progress, come vediamo.

                                                                        (matteo lucidi)

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