[…ma per le sole società di capitali]

Il testo definitivo del Decreto Agosto, come già accennato, prevede per le sole società di capitali [e soltanto per quelle c.d. “non IAS”: International Accounting Standard, tra le quali però rientrano anche le società titolari di farmacie] la possibilità di sospendere gli ammortamenti annuali dei beni materiali e immateriali.

Questa disposizione mira con tutta evidenza a mitigare gli effetti economici causati dal Covid-19 sui bilanci delle imprese, effetti che purtroppo – come stiamo vedendo – sono certo destinati a inasprirsi ulteriormente e ad accentuare la consistenza non solo “numerica” delle misure emergenziali.

Per portare comunque un esempio pratico sul tema di oggi, e cercando così di rendere meglio comprensibile la finalità della misura in questione, una farmacia che accusasse quest’anno una riduzione di ricavi e di utili potrebbe – proprio sospendendo l’ammortamento di un cespite e/o dello stesso avviamento commerciale – ottenere il vantaggio pratico di non vedere gli utili ulteriormente abbattuti per effetto appunto dell’ammortamento [potendo infatti avere interesse – e sarebbe questo il vantaggio pratico – a che i risultati economici dell’anno non pregiudichino per la loro eccessiva esiguità eventuali operazioni di carattere finanziario].

Beninteso, si tratta soltanto di una facoltà, fermo naturalmente che – in caso di sospensione – il piano di ammortamento originario sarà prolungato di un anno.

Ma nulla viene dato senza un piccolo “prezzo”, come è vero che la scelta di sospendere le quote di ammortamento comporterà per le imprese alcuni adempimenti come:

– la formazione/incremento di una riserva indisponibile: le imprese dovranno cioè destinare proprio a riserva indisponibile utili pari alla quota di ammortamento “sospesa” e quindi, nel caso di risultato negativo o di un risultato di importo inferiore alle quote di ammortamento “sospese”, l’impresa dovrà integrare l’ammontare della riserva indisponibile utilizzando le riserve di utili o eventuali altre riserve disponibili [e però, in mancanza, potrà integrarla accantonando gli utili degli esercizi successivi];

– l’indicazione nella nota integrativa [quella obbligatoriamente allegata al bilancio delle srl depositato in CCIAA] delle ragioni della deroga e dell’impatto sul risultato.

In definitiva, come speriamo di aver illustrato, questa può rivelarsi nei fatti una misura abbastanza gettonata e sarà dunque il caso che la farmacia ne valuti adeguatamente, con il proprio commercialista, l’utilizzabilità.

(francesco raco)

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