[…e quindi, più che mai, occhio alla Vs. Pec]

Sono svanite, come quelle di un’ulteriore proroga per la riscossione degli avvisi bonari [v. Sediva News del 9.10.2020], anche le speranze di veder approvare una proroga al 30 novembre p.v. della data di inizio dell’attività di riscossione – da parte dell’Agenzia delle Entrate – delle cartelle di pagamento bloccate per effetto dei precedenti provvedimenti emergenziali.

In sede di conversione in legge del Decreto Agosto, infatti, il Senato ha respinto [al pari dell’altro ora ricordato] anche questo emendamento e dunque – a meno di improbabili proroghe dell’ultimo minuto contenute in altro e diverso provvedimento d’urgenza (decreto legge) ed esclusa qualsiasi ragionevole possibilità che alla Camera cambi qualcosa – la data di avvio dell’attività di riscossione [sempre “temibile”, è chiaro…] delle cartelle di pagamento bloccate nei mesi scorsi resta quella ormai molto prossima del 15 OTTOBRE p.v.

Si tratta di circa nove milioni di atti impositivi che a detta del MEF saranno notificati ai contribuenti con gradualità e [bontà loro!] non in un’unica soluzione, ma senza naturalmente “scavallare” i termini di decadenza/prescrizione previsti dalla normativa vigente.

Bisogna quindi che tutti i professionisti e gli imprenditori tengano sempre ben presente, come d’altronde abbiamo rammentato fino alla noia, l’obbligo di dotarsi [e ovviamente consultare con continuità] di una pec, perché è soltanto sulla loro pec che potranno ricevere, tra gli altri, anche i detti atti impositivi [che a loro volta vengono/verranno naturalmente inviati tramite pec], non dimenticando inoltre, ed è un aspetto fondamentale, che è proprio dalla data della consegna dell’atto nella pec che decorreranno i termini per eventuali opposizioni.

Si tratta perciò di alzare quanto più possibile l’attenzione e tentare – magari modificando le proprie abitudini talora un po’ troppo… pigre – di interrogare giornalmente la posta pervenuta sulla pec, perché, coerentemente con quanto appena detto, se l’atto fosse da Voi rilevato/prelevato nella/dalla pec tardivamente rispetto al decorso di sessanta giorni dalla data di consegna, la pretesa impositiva diventerebbe definitiva e senza possibilità perciò per Voi di impugnarla avanti l’autorità giudiziaria competente [in tale denegata ipotesi resterebbe soltanto la possibilità, con gli scarsi risultati che è facile immaginare, di chiedere all’ente impositore l’annullamento dell’atto in autotutela].

Una volta di più, insomma, dobbiamo raccomandarVi caldamente di visionare con frequenza possibilmente quotidiana la Vs. pec e segnalarci eventuali problematiche al riguardo.

(Studio Bacigalupo-Lucidi)

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