Ho acquistato un immobile a uso abitativo nel 2018 e sempre nel 2018 ho effettuato un intervento di ristrutturazione che sto detraendo al 50% in 10 quote annuali.
A gennaio di quest’anno ho però destinato l’immobile ad attività di affittacamere, molto diffusa dalle nostre parti.
Il quesito è: posso continuare a detrarre le rate residue o perdo la detrazione fiscale?

Anche in caso di successivo cambio di utilizzo del fabbricato oggetto dell’intervento (come nell’ipotesi che La riguarda, da abitazione ad affittacamere), si conserva il diritto alla detrazione fino alla decima e ultima rata, a condizione che all’atto dell’esecuzione dei lavori sussistano/sussistessero tutte le condizioni per accedere ai benefici.
Sul piano generale è bene ricordare che possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati ad IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato, e l’agevolazione spetta sia ai proprietari degli immobili oggetto degli interventi che ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli stessi e che ne sostengono le relative spese.
Ma spettano anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento [il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado], nonché al convivente more uxorio e al componente dell’unione civile, purché naturalmente anche loro sostengano le spese.
Pertanto, dato che nel Suo caso non c’è variazione catastale ma semplice variazione di utilizzo, il diritto alla detrazione non viene meno.

(mauro giovannini)