Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) con un comunicato stampa dello scorso 3 luglio ha reso noto che il nostro Paese è stato autorizzato dall’Unione Europea ad applicare il regime iva dello “split payment” fino al 30 giugno 2023.

Senza quest’ulteriore proroga lo “stop” sarebbe scattato lo scorso 30 giugno 2020.

Ricordiamo che, secondo quanto previsto dall’art. 17-ter del D.P.R. 633/72, lo split payment [o “scissione dei pagamenti”, per restare nella nostra lingua] è quel particolare regime Iva – applicabile alle operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle società da queste controllate, nonché delle fondazioni e delle società quotate in borsa – che individua come debitore di imposta nei confronti dell’Erario il cessionario/committente (l’amministrazione pubblica) e non il cedente/prestatore (il fornitore della stessa).

Conseguentemente, i fornitori delle pubbliche amministrazioni – tra cui naturalmente anche le farmacie per le forniture di medicinali ed altri prodotti rese sia alle ASL in base alle convenzioni regionali che anche nei confronti di qualsiasi altra amministrazione pubblica come, ad esempio, un comune – non si vedono corrispondere l’iva esposta in fattura che viene infatti trattenuta dall’ente interessato e versata all’Erario direttamente dall’amministrazione pubblica.

Come forse si ricorderà, il regime fu chiesto e ottenuto dal nostro Paese per intuibili finalità antielusive ma è e resta in principio una misura temporanea perché deroga alle disposizioni comunitarie in materia.

Tuttavia, visto il successo ottenuto in termini di lotta all’evasione, l’Italia ha chiesto e anche qui ottenuto l’ulteriore proroga di cui si è detto all’inizio, in attesa che il perfezionamento sia della fatturazione elettronica che anche della trasmissione telematica dei corrispettivi possa garantire quegli stessi risultati in termini di aumento del gettito conseguiti con lo split payment, rendendo così possibile tornare al regime normale [con soddisfazione, verosimilmente, di tutte le imprese interessate e quindi anche delle farmacie…].

(stefano civitareale)