[… dovute dai contribuenti soggetti agli ISA…]

Con il comunicato stampa n. 147 del 22/06/2020 il MEF [il Ministero dell’Economia e delle Finanze, naturalmente] anticipa quel che sarà disposto in un apposito DPCM di prossima emanazione, e cioè la proroga del termine di scadenza del versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 delle imposte sui redditi per i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario.
Esattamente, il nuovo termine di versamento viene prorogato DALLA DATA DEL 30 GIUGNO P.V. [finora, s’intende, la data ufficialmente prevista] A QUELLA DEL 20 LUGLIO P.V. senza corresponsione di interessi, oppure ALLA DATA DEL 20 AGOSTO P.V. ma con il pagamento della solita maggiorazione dello 0,40%.
La proroga riguarderà soltanto, come detto, i contribuenti soggetti agli ISA e perciò i soli titolari di partita iva con fatturato annuo non superiore a 5.164.568,99 euro.
Pertanto, se fosse riproposto l’impianto dello scorso anno [ma di questo avremo certezza soltanto una volta pubblicato il DPCM…], DOVREBBERO ESSERE INTERESSATI ALLO SLITTAMENTO AL 20 LUGLIO P.V., E SEMPRECHÉ SI TRATTI DI FARMACIE CON FATTURATO ANNUO 2019 NON SUPERIORE AL DETTO LIMITE:

  • tutti i titolari di farmacia in forma individuale;
  • tutti i soci delle società, sia di persone che di capitali, titolari di farmacie a condizione che – se srl – esse abbiano optato, oppure optino ora per il 2019, per il c.d. regime di trasparenza [quello cioè che si applica ai soci delle società di persone e che prevede l’imputazione ai fini fiscali del reddito della società ai soci proporzionalmente alla quota di partecipazione di ciascuno];
  • tutte le società di capitali titolari di farmacie in quanto tali, sempreché naturalmente – ove srl – non abbiamo optato come sopra detto;
  • tutti i collaboratori in imprese familiari [e anche eventuali residui/superstiti associati in partecipazione con apporto di lavoro];
  • i contribuenti c.d. forfettari [ovvero i soggetti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro].

N.B.  Precisiamo che non si può affatto escludere che, come lo scorso anno, il termine del 20 luglio venga in extremis spostato al 30 settembre 2020 e del resto è proprio in tal senso un emendamento al Decreto Rilancio che guarda caso dovrà essere convertito entro il 18 luglio p.v., quindi a ridosso proprio della data del 20 luglio.

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Infine, resta di conseguenza fissato al 30 giugno 2020 il termine di versamento delle imposte per:

– i non titolari di partita iva [i c.d. comuni mortali];
– i titolari di partita iva con fatturato superiore al citato importo limite di 5.164.568,99 euro.

(Studio Bacigalupo Lucidi )

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