Aliquota Iva a zero soltanto per le mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3 a differenza delle mascherine c.d. generiche che scontano l’Iva ordinaria del 22%.

È questo il chiarimento – se mai fosse stato necessario, data la tassatività dell’elenco degli articoli assoggettati fino al 31/12/2020 ad aliquota Iva zero – contenuto nella Circ. n. 12 del 31/05/2020 dell’Agenzia delle Dogane con riguardo al regime Iva di favore introdotto dall’art. 124 del Decreto Rilancio [v. Sediva News del 21 e del 26 maggio 2020].

Resta dunque confermato che l’aliquota Iva zero trova applicazione per le sole:

mascherine chirurgiche con Standard UNI EN 14683 del Tipo I, II e IIR [come riportato nell’Ordinanza n. 11/2020 del 26/04/2020 del Commissario Straordinario]; e

– quelle in deroga in base all’art. 15 del Decreto Cura Italia, alla condizione che per esse il produttore [o l’importatore o chi in ogni caso le abbia immesse sul mercato] abbia reso la certificazione prevista e sia stata rilasciata la validazione dell’ISS.

L’Agenzia delle Dogane precisa inoltre che le mascherine generiche (o filtranti) non sono né un dispositivo medico né un dispositivo di protezione individuale, e quindi [come si legge nella Circolare] “sul piano strettamente interpretativo, vista anche la finalità della norma, il beneficio introdotto può essere riconosciuto esclusivamente ai beni espressamente nominati, dovendosi l’elencazione considerare come tassativa e non meramente esemplificativa”.

Aggiunge ancora l’Agenzia che, ai fini della produzione e della commercializzazione, le mascherine generiche devono in ogni caso soddisfare, ferma l’applicazione per esse dell’aliquota Iva al 22%, le condizioni richiamate nella Circ. del Mise n. 107886 del 23 aprile 2020, e cioè:

– non devono evidentemente recare la marcatura CE;

– devono recare l’indicazione espressa che non si tratta di un dispositivo medico (Dm) o dispositivo di protezione individuale (Dpi);

– vanno infine accompagnate da una avvertenza che indichi chiaramente che non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie di chi le indossa e che non sono utilizzabili quando sia prescritto [in ambito sanitario o nei luoghi di lavoro] l’uso dei dispositivi medico-chirurgici o dei Dpi.

È il caso dunque di dare uno sguardo attento ai gestionali e controllare che vi siano state aggiornate correttamente le aliquote Iva alla luce di tali chiarimenti.

(marco righini)