Nel 2018 ho presentato la richiesta per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. A seguito di autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, il credito è stato completamente usato il 16 maggio 2019. Recentemente ci siamo accorti che abbiamo utilizzato più del credito riconosciuto, superando la percentuale del 45% massima consentita. Ad oggi si può procedere alla restituzione del maggior credito compensato?

La legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), comma 106, sancisce quanto segue: “(…) qualora, a seguito dei controlli, sia accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta per il mancato rispetto delle condizioni richieste dalla norma ovvero a causa dell’inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo fruito, l’agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni previsti dalla legge (…)”.

Dunque, in caso di utilizzo del credito d’imposta in misura superiore a quella spettante [come in questo caso], scatta la sanzione per l’omesso versamento che è pari al 30% del credito indebitamente usato.

Per sanare l’infrazione, perciò, Lei dovrà regolarizzare con il ravvedimento operoso il versamento carente in cui il credito è stato appunto usato in compensazione in misura eccedente quella spettante.

In pratica, Lei dovrà versare il maggior credito indebitamente utilizzato [con il codice tributo 6869], oltre interessi e sanzioni.

L’importo di queste ultime varia evidentemente in base al tempo trascorso tra la violazione [la data cioè in cui è stato effettuato il versamento di un minor importo per “eccesso” di credito utilizzato] e il ravvedimento operoso.

(andrea raimondo)