È di scena ancora il Decreto Rilancio che infatti rinvia – a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021 [in luogo del 1° luglio 2020 come aveva disposto da ultimo l’art. 16 del dl n. 124/2019] – anche la fase, seppur sperimentale, della predisposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate delle “bozze” [perché in sostanza non sono altro che “bozze”] dei registri IVA, delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA e della dichiarazione annuale dell’IVA.

Sarà soltanto questione di mesi ma ormai – come abbiamo avvertito parecchie volte – con l’avvento della fatturazione elettronica e dei corrispettivi telematici l’Agenzia delle Entrate dispone in tempo reale di parte [perché le altre sono gli studi professionali a fornirle, ad es. mediante la redazione dei modelli Intrastat, dell’esterometro, della LIPE, ecc.] delle informazioni utili per la predisposizione della detta documentazione.

Quando tutto sarà pronto l’Agenzia delle Entrate [come fa oggi del resto con il 730 precompilato e/o con l’Unico PF…] metterà a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia – in un’area riservata del sito Internet [presumibilmente in quella di “Fatture e Corrispettivi”] – le “bozze”:

  • dei registri delle fatture e degli acquisti;
  • delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA, e
  • della dichiarazione annuale IVA.

Queste ultime saranno evidentemente visionabili e modificabili laddove vi si riscontrino errori od omissioni.

È scontato che si tratta di una “rivoluzione copernicana” che fatalmente avrà però bisogno di una cospicua fase di rodaggio [come d’altronde è avvenuto e sta avvenendo per il 730 precompilato] prima di pervenire a un risultato [quasi…] definitivo.

Al netto, beninteso, di ulteriori rinvii.

(marco righini)