[…per sanificare i locali e per l’acquisto di prodotti e dispositivi per la sicurezza del personale e della clientela]

 

Vi chiedo se con quest’ultimo decreto ci sono novità per le spese di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione.

Il Decreto Rilancio ha anche riscritto il credito d’imposta per la sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, abrogando [come testualmente si esprime il provvedimento] le precedenti disposizioni previste dal Cura Italia [art. 64] e dal Decreto Liquidità [art. 30].

Infatti, l’art. 125 del Rilancio ha esteso la platea dei beneficiari includendovi – oltre ai soggetti esercenti attività d’impresa [comprese quindi le farmacie], arti e professioni – anche gli enti non commerciali e quelli del Terzo Settore, nonché gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il credito passa ora dall’originario 50% [Cura Italia] al 60% della spesa sostenuta, ma con un tetto massimo di spesa di 60.000 euro [dagli originari 20.000] per ogni soggetto beneficiario, e riconoscendo come “ammissibili” le seguenti spese sostenute nel 2020:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. l’acquisto di dispositivi  di  protezione  individuale,  quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti  essenziali  di  sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui sub b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti  e igienizzanti,  che  siano  conformi  ai  requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. l’acquisto di dispostivi  atti  a  garantire  la  distanza  di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli  protettivi,  ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Il Decreto inoltre prevede la possibilità di poter utilizzare il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa [quindi Dichiarazione 2021-Redd. 2020] oppure in compensazione, precisando anche che il suo ammontare non concorre alla formazione del reddito [2020] ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Ma per le modalità di applicazione e di fruizione del bonus fiscale, dobbiamo in ogni caso attendere il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che dovrà essere emesso entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Rilancio, che peraltro non dovrebbe tardare molto, visti i tempi brevi con cui le Camere stanno convertendo i decreti legge dell’emergenza.

 (andrea raimondo)

 

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