Il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha fornito alcune anticipazioni sul prossimo provvedimento (atteso entro metà aprile) e sulle ulteriori misure emergenziali Coronavirus.

Dovrebbero rientrarvi le seguenti:

  • per autonomi e partite iva:
    • conferma dell’indennità di 600 euro già prevista dal Cura Italia, che il Governo vorrebbe tuttavia “affinare e potenziare”, prevedendo anche nuove modalità di sostegno – per tali categorie – che siano “più adeguate e mirate”;
    • mancata applicazione delle sanzioni per chi ha versato l’iva in ritardo, cioè oltre il 20 marzo u.s., e parliamo naturalmente dei contribuenti tenuti a rispettare questa data [perché con volume di ricavi 2019 superiore a due milioni] invece che quella del 31 maggio p.v., che riguarda invece i contribuenti con ricavi inferiori ai due milioni e che si sono visti spostare appunto 31 maggio la data originaria del 16 marzo;
    • e inoltre la probabile replica anche per i versamenti dovuti nel mese di aprile delle misure varate per quelli scaduti a marzo
  • sul fronte lavoratori:
  • dovrebbe essere prorogata per almeno sei mesi la cassa integrazione e si cercherà di potenziare l’assegno di disoccupazione per chi è a tempo determinato;
  • per le famiglie, infine:
  • è prevista l’interruzione del pagamento delle rate di mutuo prima casa fino a 18 mesi per chi si trova in difficoltà a causa dell’epidemia: è però probabile l’estensione di questa misura anche ai soggetti con partite iva (senza obbligo di presentazione dell’ISEE).

Il Governo sta comunque anche valutando, e anzi qualcuno è stato già varato, i provvedimenti opportuni – alcuni “passando” per gli 8.000 Comuni [differenziando gli importi secondo la consistenza demografica] – per assicurare alle famiglie, alle imprese e ai lavoratori la “liquidità” necessaria per affrontare e superare il grave momento di ristrettezza economica, anche se per l’ufficialità della gran parte di tali provvedimenti, su questo come su tutto il resto, dovremo attendere ancora qualche giorno.

(andrea raimondo)