L’art. 63 del dl “Cura Italia” prevede, tra le mille cose, anche l’erogazione di un bonus di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti – sia pubblici che privati – con reddito complessivo non superiore a € 40.000 che durante questo periodo di emergenza sanitaria continuino a prestare servizio nella propria sede di lavoro nel mese di marzo 2020 [non ricomprendendo nel bonus i lavoratori in smart working], anche se purtroppo questa sembra una misura destinata a protrarsi nel tempo.
Il “premio” – che non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte dirette – è ragguagliato ai giorni in cui il lavoro è stato effettivamente prestato nel mese di marzo e viene automaticamente attribuito dal datore di lavoro [quindi dalla farmacia per intenderci…] che lo eroga a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque non oltre il termine previsto per l’effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
Il “premio”, ma in realtà un “obolo”, verrà poi recuperato dalla farmacia – come sempre è previsto per queste misure – compensandolo, ad es., su imposte, contributi Inps e su altre somme dovute allo Stato, alle Regioni, agli enti previdenziali ecc….

(marco righini)