Ero in procinto di vendere un immobile abitativo ma all’ultimo momento il compratore ha rinunciato all’acquisto, pur avendomi corrisposto una caparra al momento del preliminare.
Vi chiedo se la caparra, incassata a novembre scorso, è un’entrata che devo dichiarare nella prossima dichiarazione.

La risposta è negativa e vediamo il perché.

Quando alla caparra è attribuito – come in questa ipotesi di mero inadempimento contrattuale – una funzione [quale che sia la ragione della rinuncia da parte del promittente acquirente] sicuramente risarcitoria ai sensi dell’art. 1385 del c.c., non emerge reddito imponibile in capo al [mancato] venditore, quando, beninteso, egli agisca come persona fisica, come dovrebbe essere questo il caso, e non quale imprenditore.

Per questo motivo – come specificato dalla risoluzione del Ministero delle Finanze n. 8/1856 del 27/01/1982 – tale caparra risarcitoria non configura “un incremento di ricchezza derivante dall’impiego di capitale, dal godimento di un bene o, più genericamente, dall’attività umana”.

La caparra, dunque, non può qui acquisire valenza reddituale, ma – ben diversamente – dovrebbe essere assunta come perdita di reddito da parte di chi la riceve, quindi da parte Sua.

(marco righini)