Potete precisarci per favore gli adempimenti previsti per beneficiare del bonus che, come avete scritto voi, da quest’anno ha sostituito il super/iper-ammortamento?

Come si è rilevato più volte [da ultimo v. Sediva News del 15/01/2020], la Legge di Bilancio 2020 non ha prorogato il super/iper-ammortamento che, quindi, si arresta al 2019.

[Sono naturalmente fatti salvi – e anche questo è stato precisato più volte – quegli investimenti per i quali entro il 31 dicembre 2019 sia stato sottoscritto il relativo ordine e versato un acconto di almeno il 20% del prezzo, con la consegna inoltre dei beni entro il 30/06/2020 per quelli “super-ammortizzati” ed entro il 31/12/2020 per quelli “iper-ammortizzati”].

Al loro posto, come il quesito ricorda, è stato introdotto un credito d’imposta per gli investimenti di beni materiali strumentali nuovi – sempre con esclusione di immobili e di veicoli – effettuati sia in proprietà che in leasing, pari al 6% per i beni “generici” e al 40% per quelli “Industria 4.0”, la cui disciplina sostanzialmente ricalca quella della precedente agevolazione.

La nuova misura, tuttavia, prevede qualche adempimento in più, sul quale è bene porre fin d’ora l’attenzione. E infatti:

  • a differenza del super/iper-ammortamento va presentata una specifica istanza telematica all’Agenzia delle Entrate, sia pure esclusivamente ai fini del monitoraggio dell’andamento dell’agevolazione;
  • le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di legge: bisognerà perciò avvertire i propri fornitori di inserire un’annotazione del tipo: “beni ammessi alla fruizione del credito d’imposta ai sensi dell’art. 1, comma da 184 a 197 L. 160/2019”;
  • per i beni “Industria 4.0”, in particolare, la perizia è sempre richiesta, ma non è più necessario che sia “giurata” [e questo è un vantaggio anche in termini di praticità e di minore onerosità], mentre il limite di investimento sotto il quale è sufficiente la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dell’impresa scende da 500.000 a 300.000 mila euro;
  • infine, la fruizione del beneficio – condizione questa non presente (almeno non espressamente) nella precedente agevolazione – è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nonché al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Approfondiremo evidentemente questo, come tutti gli altri aspetti della nuova misura non appena l’Agenzia delle Entrate diffonderà i suoi commenti ufficiali, ma è bene conoscere già ora quali adempimenti ci attendono, tenendo presente in particolare che sarà comunque necessario avvertire i propri fornitori dell’intenzione di fruire del credito d’imposta sui beni oggetto di acquisto, e questo proprio allo scopo di ottenere da loro la relativa annotazione in fattura.

(stefano civitareale)